Doveva essere la grande occasione pubblicitaria per i prediction market, anche se sono banditi in mezzo mondo, e lo è stata già. Il mondiale di calcio si è trasformato in una vetrina incredibile per il nuovo modo di investire (se così vogliamo chiamarlo), anche quando gli eventi sono sportivi e dunque, almeno per noi che abbiamo qualche capello bianco, che apparterrebbero a ben altra categoria di quella degli investimenti.
Il caso della giornata riguarda il match che ha visto Spagna e Capo Verde confrontarsi ieri, con un insolito e inaspettato pareggio che ha creato non pochi problemi… agli investitori. In particolare a uno, che secondo quanto è stato riportato da Polymarket, avrebbe puntato 1 milione di dollari sulla vittoria della Spagna, certo di incassare poco meno di 86.000$. Un “investimento” facile facile, almeno nelle sue intenzioni. Potrebbe mai la Spagna non chiudere con una goleada una partita di esordio contro… una esordiente? E invece.
1 milione bruciato, ma tanta pubblicità per i prediction market
Qualcuno ha (probabilmente?) perso davvero un milione di dollari, anche se trattandosi di mercati in larga parte anonimi qualche dubbio c’è.
Ad ogni modo la storia è questa: qualcuno aveva puntato 1.000.000$ di dollari sulla vittoria della Spagna contro Capo Verde. Una vittoria pagata pochissimo, nel caso, perché appunto scontata.
Peccato che il Dio del Calcio sia talvolta più beffardo di quello dei mercati finanziari. Zero a zero, nonostante le numerose occasioni per gli iberici. Il milione di cui sopra? Volatilizzato.
Nelle ultime ore ne sono emerse anche altre: da chi aveva puntato sulla non vittoria della Spagna (anche questa insolita) a chi sta piazzando “investimenti” molto articolati su altre partite.
La questione è un’altra. Anzi, sono due
I prediction market in generale – e non solo Polymarket – hanno puntato molto sul mondiale. Essendo nei fatti piattaforme che lasciano investire sugli esiti di certi eventi, non potevano che giovarsi della kermesse sportiva più seguita al mondo.
Tutto sta andando esattamente secondo i piani: volumi impazziti, incassi che volano e – forse con l’aiuto di qualche genio del marketing – “investimenti” come quello di cui sopra che diventano virali, fanno il giro del mondo e lanciano ancora di più brand che sono ormai globali, anche dove, come in Italia, sono tecnicamente banditi.
Tecnicamente, perché almeno uno dei più grandi è sponsor di una squadra di Serie A e ha collaborazioni anche con il campionato in quanto tale.
Tutto questo mentre anche negli Stati Uniti lo scontro è al massimo livelli: gli Stati rivendicano giurisdizione su quanto ritengono essere scommessa sportiva. CFTC, l’agenzia federale sui derivati, ritiene invece queste operazioni dei contratti d’investimento e dunque da regolarsi a livello federale.
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