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Mica lista

MiCA: Germania e Francia leader in Europa per le crypto. Italia quasi fanalino di coda

Vince, in modo inaspettato, la Germania. Tira anche la Francia, mentre il Bel Paese è poco attrattivo.
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Chi ha vinto con il MiCA? I Paesi dell’Unione hanno dovuto competere tra loro per attirare più crypto player possibili, con qualche risultato che lascerà quasi sicuramente di stucco i nostri lettori. L’Italia (è quasi) fanalino di coda, ma non è questo il punto. Ci sono Paesi storicamente simili al nostro, che però ne hanno approfittato per portare a casa le divisioni europee dei più grandi exchange e intermediari del settore.

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Bene la Spagna, bene Malta, ma bene anche Francia e Cipro. Sorpresa Austria, che è diventata la casa di diversi dei top player su scala globale.

Quante licenze e dove: chi ha vinto la corsa del MiCA?

Separeremo le licenze in due. Da un lato quelle concesse ai CASP, dall’altro quelle concesse a chi emette moneta elettronica / EMT e dunque anche stablecoin.

  • CASP: sono state già garantite 249 licenze a livello europeo;
  • EMT: sono state già garantite 20 licenze a livello europeo; Mancano ancora all’appello diversi intermediari, con qualcuno che però dovrebbe farcela prima del cut off o comunque poco dopo.

Italia male, ma fanno peggio Portogallo e Grecia

Nel momento in cui scriviamo l’Italia ha rilasciato soltanto quattro licenze MiCA ai CASP e nessuna a emittenti di moneta elettronica o stablecoin. Un numero molto basso, che viene battuto però da Portogallo (zero), Grecia (zero, per ora), Bulgaria (due), Romania (zero), Ungheria (zero), Polonia (zero) – dove però non è stata ancora approvata la legge che dovrebbe recepire il MiCA nell’ordinamento nazionale.

Fanno peggio dell’Italia anche la Svezia (una sola licenza garantita) e l’Estonia (tre licenze garantite). Anche in Belgio soltanto una licenza.

I Paesi che ne hanno emesse di più

Vince la Germania, Paese dove si sono accasati cinquantasei CASP, anche se quasi tutti locali/nazionali. Sorpresa – forse in negativo – per Cipro. Da sempre è una destinazione interessante per chi offre servizi finanziari. Ad ogni modo dalle parti di Limassol sono state rilasciate quattordici licenze.

Bene Malta, bene anche i Paesi Bassi, benissimo la Francia, che ha emesso ben 21 licenze. Diverse di queste sono locali, anche se hanno scelto la Francia anche entità internazionali come Relai, Coinshares e Circle (la società che emette la stablecoin USDC).

#PaeseLicenze CASP
1🇩🇪 Germania56
2🇳🇱 Paesi Bassi26
3🇫🇷 Francia21
4🇲🇹 Malta15
5🇨🇾 Cipro14
6🇪🇸 Spagna13
7🇮🇹 Italia4
8🇪🇪 Estonia3
9🇧🇬 Bulgaria2
10🇸🇪 Svezia1
11🇧🇪 Belgio1
12🇵🇹 Portogallo0
13🇬🇷 Grecia0
14🇷🇴 Romania0
15🇭🇺 Ungheria0
16🇵🇱 Polonia0

Segnali importanti anche dalla Spagna, dove le licenze sono state tredici, il grosso delle quali legate però al settore bancario. Caixa, ma anche Banco de Bilbao, Kutxa e altre hanno già ottenuto autorizzazione o ad offrire trading oppure custodia e esecuzione di ordini.

Il quadro che ne emerge è quello di un’Italia indietro rispetto alle più grandi economie del continente. Si è fatto molto meno infatti rispetto a Germania (leader assoluta del comparto crypto in UE), Francia e anche Spagna.

Rispetto a quest’ultima è venuta inoltre a mancare la componente bancaria, fatta eccezione per Banca Sella, che a fine maggio ha annunciato il completamento dell’iter informativo a Banca d’Italia.

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