Per Nigel Farage, leader di Reform UK un tempo lanciato verso una schiacciante vittoria elettorale nel Regno Unito, i rapporti con certi crypto investitori potrebbero trasformarsi nel bacio della morte. Elettorale, si intende. Oltre ai finanziamenti da parte di Christopher Harborne (investitore rilevante in Tether, almeno un tempo), sono emersi anche rapporti con George Cottrell, almeno secondo quanto riporta Sunday Times.
Cottrell gestisce piattaforme per il gioco d’azzardo online e avrebbe sostenuto le spese di Farage per staff, sicurezza e social media, senza che questo supporto economico fosse reso pubblico, come previsto dalle leggi vigenti nel Regno Unito. È almeno la seconda tegola crypto per un candidato che appariva lanciatissimo e che invece ora deve fare i conti con scandali di una certa rilevanza.
Crypto criminali, un fiume di denaro e un’elezione ora in bilico
Gli elementi del giallo ci sono tutti. Il protagonista è, almeno secondo quanto racconta qui la stampa inglese, Nigel Farage, candidato di una certa popolarità anche al di fuori dei confini nazionali e che appariva come lanciato verso una schiacciante vittoria elettorale.
C’è poi il crypto fraudster – almeno secondo la definizione della suddetta stampa britannica – ovvero George Cottrell, che avrebbe sostenuto finanziariamente il candidato per anni, nonostante una condanna per wire fraud negli Stati Uniti e nonostante un’origine dei fondi forse poco… parlamentare. Cottrell infatti è coinvolto nella gestione di diverse attività di gioco online, con licenze in giurisdizioni esotiche come Curaçao.
Ad ogni modo, secondo le inchieste della stampa britannica, Cottrell avrebbe sostenuto le spese di Farage per lo staff, per la propria sicurezza e anche per altre attività.
Non sarebbe un problema (è perfettamente lecito farsi finanziare da chicchessia) se non fosse che tali rapporti economici non sono stati registrati. La legge prevede che qualunque tipo di dazione di denaro sopra le 300 sterline debba essere comunicata alle autorità.
Un vecchio amico di Farage
Reform UK, tramite il suo portavoce, ha affermato che Cottrell non ha mai avuto ruoli formali all’interno del partito e che la sua presenza vicino a Farage è legata soltanto a vecchi rapporti di amicizia.
I finanziamenti non sarebbero stati riportati perché antecedenti alla carica di parlamentare di Farage. Cosa che la stampa contesta, dato che i rapporti economici tra i due sarebbero continuati almeno fino al 2024.
Una questione che sarebbe comunque separata da quella che riguarda altre donazioni crypto da parte di Christopher Harborne, che hanno tenuto banco per mesi sulle prime pagine dei giornali inglesi.
Il tema crypto continuerà a essere centrale nella prossima campagna elettorale nel Regno Unito. Da un lato FCA e Bank of England stanno tentando un approccio informato alla cautela, dall’altro lo stesso Farage, a fine novembre, aveva proposto un programma pro crypto in stile Trump, inclusa una riserva strategica nazionale in Bitcoin.
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