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ZEC Zcash crypto mining supply recupero

Zcash: l’80% dell’offerta è ufficialmente minata. ZEC in recupero dopo il crash di giugno

ZEC continua a crescere a luglio, mentre la supply circolante tocca quota 80%. Non bastano gli short a frenare il rally della moneta.
ZEC Zcash crypto mining supply recupero

Prosegue senza interruzioni lo sblocco programmato della supply di Zcash, criptovaluta che, in maniera del tutto simile a Bitcoin, tende a ridurre le nuove emissioni con un halving ogni 4 anni. Oggi la supply circolante di ZEC ha raggiunto l’80% della quota totale, con circa 16,8 milioni di monete ufficialmente minate dal lancio della moneta nel 2016.

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Nel frattempo, ZEC registra un’ottima performance sui grafici segnando un +22% nell’ultima candela settimanale e recuperando gran parte del terreno perso a giugno. Ricordiamo che il progetto aveva perso oltre il -40% delle proprie quotazioni a causa di un bug legato proprio al meccanismo di gestione della supply circolante, anche se ora il mercato sembra essersi lasciato alle spalle quel brutto incidente.

Zcash raggiunge un nuovo traguardo: 4 ZEC su 5 sono ufficialmente minati

Il consenso di Zcash si basa su un algoritmo Proof-of-Work (PoW), ovvero lo stesso meccanismo utilizzato da Bitcoin, che permette alla rete di validare transazioni attraverso la potenza computazionale fornita dai miner. Questo algoritmo consente anche di scandire il ritmo di emissione di nuovi token ZEC, in quanto ogni blocco risolto genera un compenso al miner (block reward), con la quantità di nuove monete che viene dimezzata del -50% ogni 4 anni.

Ebbene, in questo momento l’80% dell’offerta totale di ZEC – fissata a 21 milioni di unità come nel caso di Bitcoin – risulta essere già estratta dal network dei miner. Mancano all’appello solo 4,2 milioni di monete, che però verranno minate nel corso dei prossimi decenni, con la nuova offerta che tenderà progressivamente verso lo zero (fino al raggiungimento della supply massima).

Supply circolante di ZEC raggiunge l’80% della quota totale

Ricordiamo per i meno esperti che il protocollo Zcash presenta due tipi di indirizzi: i t-address, visibili sulla blockchain, e gli z-address, che invece nascondono tutta una serie di informazioni come saldo, mittente e destinatario delle transazioni grazie alla tecnologia zk-SNARKs. La supply di ZEC si trova tra queste due tipologie di indirizzi, che vanno dunque entrambe considerate per calcolare l’offerta effettivamente disponibile.

ZEC supera il bug di giugno e punta a nuovi massimi

Il famoso bug registrato il 5 giugno, il quale aveva innescato un crollo -40% su ZEC in un’unica sessione di trading, pare che sia stato ormai assimilato dal mercato. Quell’imprevisto aveva portato un’ondata di panico sulle borse, con gli investitori che di punto in bianco si sono ritrovati a non saper più quale fosse la reale offerta circolante della moneta.

Si parlava infatti della possibilità che nelle cosiddette “shielded pools”, ossia dove sono conservati gli ZEC associati agli z-address, qualcuno avesse potuto creare nuova offerta senza che la rete se ne fosse accorta. Di colpo gli investitori avevano reagito con un enorme sell-off, pur non sapendo realmente se la vulnerabilità fosse stata sfruttata o meno da qualcuno.

In ogni caso, a distanza di poco più di un mese dal bug, ZEC ha recuperato tutto il terreno perso, portandosi a $460, a circa il 30% di distanza dai massimi storici. Evidentemente i mercati non sono più così spaventati dalla questione, visto che già gli sviluppatori stanno pensando a una soluzione tecnica per scoprire quale sia stato l’effettivo impatto dell’incidente in termini di supply.

ZEC resta una moneta altamente shortata sui futures, ma il mercato potrebbe presentare il conto ai venditori

Va menzionato il fatto che ZEC sia una delle monete large-cap del settore con più spinta dal lato short dei futures. Sono infatti molti i trader che hanno scelto di vendere allo scoperto Zcash dopo il bug di giugno, seppur con poco successo.

In questo momento vediamo infatti un CVD fortemente sbilanciato sul fronte sell, con un open interest che non accenna a crescere e un funding rate piuttosto piatto nelle ultime settimane. Anche il rapporto long/short ratio, sia in termini di accounts che di posizioni, favorisce il lato delle vendite.

ZEC metriche futures
ZEC OI, CVD e funding rate – Fonte dati: https://kiyotaka.ai/chart/yOebKDXh

Tra le maggiori altcoin ZEC risulta essere molto attenzionata anche sul mercato delle opzioni: sulla piattaforma DeFi Derive molti utenti hanno cercato protezioni contro possibili cali della moneta, nonostante qualche singolo trader stia scommettendo su un forte rialzo entro fine anno.

Chiaramente, se la resilienza dei prezzi della criptovaluta dovesse proseguire ancora a lungo, tutti questi venditori allo scoperto e compratori di contratti put potrebbero essere costretti a correre ai ripari comprando spot o chiudendo le proprie posizioni, generando potenzialmente ulteriore pressione rialzista sul grafico.

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