Le crypto avviano la giornata in rialzo dopo la chiusura positiva di ieri a Wall Street. Bitcoin sale dello +0,88%, così come Ethereum che avanza dello +1,47%, mentre gli indici asiatici viaggiano in guadagno. Il recupero segue una seduta americana trainata dai semiconduttori, con il comparto tecnologico che ha ritrovato slancio dopo giorni di forte nervosismo geopolitico.
Bitcoin in rialzo assieme a Wall Street
Bitcoin attualmente quota 64.000 USDT e si riporta ai massimi di inizio settimana, come si può osservare dal grafico allegato. Oggi sarà fondamentale una chiusura sopra questi livelli per proseguire l’uptrend e provare a puntare verso l’area dei 65.400 USDT, dove passa anche la SMA 50 che teoricamente può fare da resistenza, come accaduto per Ethereum.

Oggi Ethereum sta crescendo maggiormente e quota 1.775 USDT, ed è a contatto con la SMA 50. Sarà fondamentale il passaggio sopra di essa, ma soprattutto una chiusura sopra i massimi di inizio settimana, cioè sopra i 1.800 USDT, per poi provare a puntare all’area di 1.870 USDT.
Comparto crypto positivo nelle ultime 24 ore
Il bilancio di luglio resta positivo, con BTC in rialzo del +8,80% ed ETH del +12,64%. Da inizio anno il quadro rimane però negativo, rispettivamente del -27,23% e del -40,41%. Tra le altre crypto al rialzo oggi si evidenzia Cardano in progresso del +1,38% e Stellar del +2,09%. Rilevanti nelle ultime 24 ore i rialzi di Morpho, Aave e Zcash.
Petrolio e tensioni USA-Iran restano il tema
Il driver di fondo torna il petrolio, sostenuto dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. Oggi il WTI quota 72,26 dollari, in progresso del +5,20% su base settimanale come si può osservare dal grafico. Il Brent invece si attesta a 76,53 dollari al barile con un avanzamento del +6,11%.

Il rialzo settimanale interrompe una discesa che durava da diverse settimane consecutive. Gli Stati Uniti hanno colpito per la seconda notte consecutiva obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto contro basi militari nel Golfo e in Giordania. Trump ha dichiarato concluso il memorandum d’intesa e ha minacciato nuove azioni sull’isola di Kharg. L’escalation prosegue, ma non sale di livello, infatti il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz continua e limita l’impatto sui prezzi.
Gli indici azionari americani positivi
Wall Street ha chiuso ieri in rialzo, spinta dal rimbalzo dei semiconduttori. Il future Nasdaq ieri ha chiuso a +1,59% e conserva un progresso da inizio anno del +17,35%. Oggi ha aperto nelle contrattazioni notturne sostanzialmente invariato come S&P 500 e Dow Jones che ieri è cresciuto solo del +0,26%.

La spinta del Nasdaq è arrivata dalla domanda per il collocamento di SK Hynix, sette volte superiore, e dall’interesse per il comparto dei chip dopo le discese degli altri giorni. Ha aiutato anche Meta, che ha annunciato un proprio processore per l’intelligenza artificiale. Stamattina le borse asiatiche viaggiano in deciso rialzo, in particolare l’Hang Seng che registra un +2,30% mentre l’indice Kospi registra un rally del +5,10% al momento di questa stesura.
Il quadro macroeconomico
Sul piano macro la giornata è povera di dati, con l’attenzione rivolta all’inflazione USA di giugno in arrivo martedì prossimo. I verbali della Federal Reserve diffusi mercoledì hanno mostrato un comitato diviso sul sentiero dei tassi che resta il tema sullo sfondo dei mercati. Circa la metà dei membri vede almeno un rialzo dei tassi entro fine anno.
Tra le trimestrali di ieri, PepsiCo ha riportato ricavi in crescita del +6,4% annuo, ma l’utile per azione è rimasto lievemente sotto le attese. Invece le richieste settimanali di sussidi, uscite ieri, sono scese sotto le attese.
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