Luglio sta registrando un rialzo generalizzato del comparto crypto, con Bitcoin in positivo del +9,59%. Attualmente BTC quota 64.150 USDT ed è in rimbalzo dal minimo annuale toccato il 1° luglio a 57.735 USDT. Il quadro cambia osservando l’andamento da inizio 2026, dove spicca ancora un rosso del -26,68%.
Bitcoin in verde a luglio

Questo rimbalzo al momento è fine a se stesso e adatto a operazioni di trading. Per parlare di un’inversione di trend, BTC deve almeno arrivare al breakout della resistenza vettoriale più rilevante, in area 77.800-78.000 USDT, come si può osservare dal grafico monthly allegato. Da questa view si vede come l’andamento sia ancora fragile e BTC stia comunque testando ancora l’area supportiva tra 57.000 e 61.000 USDT, appoggiandosi anche sulla SMA 50 mensile.
Bitcoin, un ribasso diverso dai precedenti: quattro elementi chiave
Il calo di Bitcoin dai massimi di ottobre presenta caratteristiche inedite rispetto al passato. I principali elementi distintivi li possiamo individuare in quattro fattori che rendono questo ribasso strutturalmente differente dai cicli precedenti.
Il primo elemento riguarda la causa, con un ribasso che non è scattato da un crollo interno al settore, come accadde nel 2022 con il crash di TerraLuna e poi il fallimento di FTX e Alameda Research. Negli ultimi otto mesi, nessun exchange è fallito e nessuna stablecoin ha perso il proprio peg.
Cause macro e venditori istituzionali
Il secondo elemento riguarda i protagonisti della vendita. La pressione ribassista arriva soprattutto dagli investitori istituzionali, attraverso i deflussi dagli ETF spot. Il retail segue il movimento, non lo guida, a differenza dei cicli precedenti dominati dal panico dei piccoli investitori.
Il terzo elemento è la rotazione dei capitali che stanno uscendo da Bitcoin ma restano in asset risk-on. Parte della liquidità è uscita dalle crypto per spostarsi verso i titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia non c’è stato un vero e proprio deflusso dall’ecosistema crypto, bensì sono mancati i nuovi apporti di liquidità a cui ci si era abituati con gli ETF.
Rotazione verso l’azionario e calo contenuto
Il quarto elemento riguarda l’entità del ribasso di Bitcoin. L’attuale fase di calo si ferma intorno al 50% dal suo ATH a 126.272 USDT, ben lontano dal 75-85% registrato nei bear market passati. Un segnale, per molti analisti, di crescente maturità del mercato.

Il grafico storico di Bitcoin conferma questa lettura se si osserva l’indicatore di drawdown nella parte inferiore che misura, settimana per settimana, quanto il prezzo scende dai suoi massimi. Lo stesso indicatore registra anche per quanto tempo Bitcoin resta sotto quei massimi, e la tabella ne riassume i valori principali.
Il crollo più profondo mai registrato è stato dell’83,15%, e appartiene ai primi anni, quando il mercato era ancora piccolo e fragile. Il ribasso più lungo è invece durato 160 settimane, quasi tre anni consecutivi sotto i massimi del periodo.
Calo ancora contenuto per BTC
Nel complesso il quadro che emerge mostra come la violenza dei crolli si riduca a ogni ciclo che passa. Il meno 50% attuale è maturato in appena quaranta settimane, molto meno rispetto agli estremi del passato. È un ribasso al momento più contenuto e questo è esattamente ciò che ci si aspetta da un mercato che cresce e diventa più solido. Tuttavia ciò lascia aperto il dubbio che ci possa essere un’ulteriore discesa. Un calo del 70% porterebbe BTC in area 37.000 USDT.
Bitcoin ancora all’interno del ciclo dell’halving

In questo scenario riportiamo anche un grafico storico dell’andamento degli halving di Bitcoin, che ci mostra come in passato BTC abbia avuto movimenti ribassisti dai suoi massimi di periodo di circa 12 mesi negli ultimi due casi, mentre nel primo il ribasso era stato di 14 mesi. Questo ci porta a valutare che al momento l’attuale fase di Bitcoin è ancora coerente con il ciclo dell’halving. Teoricamente, c’è ancora tempo di discesa verso nuovi minimi, nella finestra temporale di fine 2026.
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