Non tutti sono convinti del bottom, del minimo di Bitcoin poco sotto i 60.000$. Negli ultimi giorni è circolato molto – anche se con poco seguito – un report di NYDIG che indica la possibilità di viaggi per il prezzo di Bitcoin sotto quella soglia, se dovessero ripetersi certe dinamiche dei precedenti bear market. Una visione che in realtà ha trovato poco seguito – ma che data l’importanza di chi l’ha pubblicata – andrà analizzata.
Il tema centrale è quello di un reset incompleto: il contesto dei derivati e i più recenti sviluppi aprirebbero alla possibilità (non alla certezza) di ulteriori ribassi. Il livello minimo? 38.000-39.000$, sempre però tenendo conto di questioni che analizzeremo nel corso di questo approfondimento.
Manca troppo per cantare vittoria
Il report di NYDIG vede più il bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto. La tesi centrale è che il calo di Bitcoin da ottobre 2025 a oggi non sia stato in parallelo con un sentiment generale di maggiore avversione al rischio. Al contrario, azioni tech e AI, che rappresentano un mondo invero assai rischioso, sono andate più che bene all’interno della stessa finestra temporale.
La debolezza di Bitcoin è stata specifica, non correlata ad altri mercati, dovuta principalmente a un indebolimento repentino del mercato spot. Ad aggiungersi, condizioni monetarie restrittive e una leva cresciuta senza molti capitali reali aggiunti al mercato.
- Strategy e DAT
Le società che compra(va)no Bitcoin sono state un’importante fonte di domanda che si è quasi completamente prosciugata. Al netto di ciò che sta facendo Strategy, ci sono altre società che hanno liquidato quasi completamente le loro posizioni. Manca comunque – fatte rare eccezioni – questa fonte di pressione sui mercati che invece ci aveva accompagnato lungo tutto il 2025.
- ETF: domanda spot debole
Tutto il mese di maggio e quello di giugno sono stati caratterizzati da deflussi importanti da parte degli ETF USA, che sono stati in passato un’altra enorme fonte di domanda per il settore. Nel complesso mancano – come avevamo già visto sulle nostre pagine – 10 miliardi di dollari da fondi che invece un tempo incrementavano i loro capitali destinati a Bitcoin e crypto in generale.

- Liquidità onchain contratta
Anche di questo avevamo avuto modo di parlare sul nostro sito. La capitalizzazione complessiva delle stablecoin è in calo e questo segnala una minore liquidità presente anche onchain.

Il mercato dei derivati
Proprio ieri Larry Fink ha parlato di sciacquone delle leve positivo per il settore. NYDIG però segnala altro. Afferma infatti nel suo report che in realtà si sta ricostruendo una leva priva di nuovi afflussi di capitali nel settore.
I funding rate sono in positivo nonostante un prezzo debole e nonostante manchi quella domanda spot che segnalerebbe un vero ritorno a un sentiment positivo.
Il bottom? Possibile a 38.000$-39.000$
Arriviamo così alla parte peggiore dell’analisi. Il bottom per Bitcoin potrebbe essere a 38.000$/39.000$, almeno se dovesse ripetere l’ampiezza delle correzioni dei precedenti cicli.
Con tutto l’enorme rispetto che nutriamo per NYDIG, c’è da dire però che i drawdown sono stati quasi sempre – in assenza di importanti eventi esogeni – decrescenti. E che applicare una percentuale del ciclo precedente a quello attuale – di nuovo con tutto il rispetto possibile – non è per forza di cose una grande analisi.
Il ciclo quadriennale
C’è anche spazio per un po’ di numerologia aggiuntiva: i cicli ribassisti precedenti sono durati 363 e 376 giorni. Ora siamo a circa 280 giorni.
C’è ancora dunque una finestra all’interno della quale gli orsi potrebbero tentare sortite. Sarà questo il caso?
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