Home / Un grande fondo di investimento è preoccupato per il futuro del settore crypto: rischio di forte centralizzazione entro il 2030

Futuro settore crypto rischio centralizzazione

Un grande fondo di investimento è preoccupato per il futuro del settore crypto: rischio di forte centralizzazione entro il 2030

Il settore crypto sempre più legato a poche grandi piattaforme: è questo il futuro che ci aspetta?
Futuro settore crypto rischio centralizzazione

Dai piani alti del mondo dei venture capital c’è un nome, molto conosciuto, che sta lanciando un allarme importante sul futuro dell’industria crypto. A parlare è Haseeb Qureshi, responsabile della strategia di investimento di Dragonfly, fondo VC che negli anni ha investito in tante realtà di successo del settore, tra cui, per citarne alcune, Bybit, Ethena, Polymarket, Avalanche, Monad e MegaETH.

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In una recente intervista per CryptoBriefing, l’esperto ha spiegato che gli investimenti VC stanno diminuendo drasticamente negli ultimi trimestri a causa della progressiva riduzione delle opportunità legate a nuovi progetti e startup e della crescente centralizzazione del settore attorno a poche infrastrutture dominanti. Entro il 2030 il mercato potrebbe entrare in una nuova fase, lasciando di fatto sempre meno spazio ai nuovi protagonisti.

Crollano gli investimenti VC nel mondo crypto

Questo è un fenomeno non esattamente recente, di cui abbiamo parlato più volte nella nostra testata, evidenziando come ultimamente le trattative VC stessero portando a dei flop clamorosi su molti progetti, sia per chi investe privatamente che a maggior ragione per gli investitori al dettaglio. Dall’inizio del 2025 non sembra infatti tirare più la stessa aria di entusiasmo sulle startup crypto, con il numero di deal dei Venture Capital che è diminuito sensibilmente rispetto ai precedenti anni di euforia.

Secondo i dati di The Block, per 6 trimestri consecutivi si è registrato un numero complessivo di affari discendente, con l’ultimo Q2 2026 che ha visto appena 130 trattative concluse tra fondi e progetti, mentre nel Q4 2024 il settore era arrivato a segnare 718 investimenti differenti.

Numero di investimenti VC crypto
Numero di deal VC nel settore crypto, per trimestreFonte dati: https://www.theblock.co

Soffrono più o meno tutte le categorie dell’industria crypto, con l’unica a salvarsi che è quella del Trading/Brokerage, seppur con valori assoluti non molto incoraggianti. Anche la DeFi, che nel Q4 2025 aveva registrato un boom di investimenti pari a 3,6 miliardi di dollari, ora soffre di una mancanza di attenzione verso i nuovi protocolli decentralizzati.

In realtà, in quell’ultimo trimestre dello scorso anno, i VC erano tornati attivi sulla DeFi solo per puntare sulla crescita dei prediction market quali Polymarket e Kalshi, scartando tantissimi altri progetti innovativi. Tolte queste due eccezioni, che hanno raccolto insieme oltre 4,6 miliardi di dollari in diversi round, il settore dei Venture Capital vede un profondo calo non solo del numero di investimenti, ma anche del volume totale investito nel mercato crypto.

Dragonfly teme che questa contrazione possa centralizzare sempre di più il settore

Ora Haseeb Qureshi di Dragonfly crede che il comparto dei VC sia entrato nel suo “ciclo di investimento finale”. Entro il 2030, secondo le sue riflessioni, potrebbero scomparire del tutto i fondi Venture come li conosciamo oggi, i quali avrebbero sempre meno cavalli vincenti su cui puntare e dunque sempre meno interesse a incanalare capitali sulle nuove startup.

Il punto, come riportato nell’intervista, è che il mondo crypto sta favorendo l’ascesa delle grandi piattaforme, mentre i piccoli progetti fanno costantemente fatica a emergere. Ne è un esempio l’evoluzione del settore nell’ultimo biennio, che ha visto pochi nuovi player affermarsi tra i big, fatta eccezione per Hyperliquid – che oltretutto non è stato finanziato da alcun VC – e i prediction market di cui parlavamo sopra.

Tutto ciò potrebbe innescare una condizione per cui il settore diventerebbe sempre più dipendente dalle infrastrutture dominanti. Sempre secondo l’analista di Dragonfly, questo non vorrebbe dire che Bitcoin, Ethereum e le stablecoin smetterebbero di crescere, ma che il valore generato dal settore potrebbe concentrarsi pericolosamente nelle mani di pochi ecosistemi.

Basti pensare, in parallelo, a ciò che sta accadendo nel mondo dei CEX: piattaforme nate con il solo obiettivo di favorire il trading facendo incontrare domanda e offerta, che si trasformano in neobank, broker con mercati TradFi collegati, e infrastrutture complete dove poter trovare tutto all’interno della stessa interfaccia. Non è esattamente il tipo di “decentralizzazione” che ci aspettavamo qualche anno fa.

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