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Lazarus Group hacker Corea Bitcoin

Strani movimenti in Bitcoin dal gruppo hacker più pericoloso del mondo: ecco dove sono diretti

Il collettivo hacker nordcoreano ha spostato milioni di dollari in Bitcoin attraverso una serie di transazioni sospette.
Lazarus Group hacker Corea Bitcoin

Ci risiamo. Lazarus Group, l’organizzazione criminale informatica più conosciuta e temuta al mondo, è tornata a far girare milioni di dollari su blockchain. Questa volta la notizia non riguarda un nuovo hack o una nuova compromissione, ma lo spostamento di fondi in Bitcoin relativi a uno dei tanti furti compiuti in passato, che il gruppo starebbe ora muovendo verosimilmente per un’operazione di riciclaggio.

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La cifra in sé non è così importante se paragonata al bottino miliardario che Lazarus Group ha saccheggiato nel giro degli ultimi anni attaccando progetti e piattaforme del mondo crypto: si tratta di “soli” 121,5 $BTC, pari a un controvalore di 7,7 milioni di dollari al prezzo corrente. Una cifra relativamente contenuta, che però riflette molto bene il modus operandi del collettivo, spesso focalizzato proprio sui piccoli movimenti di denaro per ripulire i fondi dalla loro origine illecita.

Lazarus Group muove 7,7 milioni di dollari in Bitcoin

La cellula criminale nordcoreana avrebbe effettuato la transazione in Bitcoin circa 11 ore fa, al momento della stesura dell’articolo. Almeno, questo è quanto evidenziano i dati della piattaforma Arkham Intelligence, che coprono circa 25.400 indirizzi crypto legati all’attività di Lazarus Group.

Curiosamente, questa è la prima operazione di valore significativo in uscita dai wallet dell’entità dopo diversi mesi di transazioni di piccolo taglio, nell’ordine di poche unità di dollari (senza contare chiaramente gli indirizzi che non sono stati etichettati come di proprietà del gruppo). A questo giro escono 121,5 $BTC, pari a 7,7 milioni di dollari, verso una destinazione pseudoanonima.

Lazarus Group transazione Bitcoin
Storico delle transazioni dal wallet di LazarusFonte dati: https://arkm.com

Nel complesso Lazarus detiene ancora un portafoglio tracciato di 68,3 milioni di dollari, comprensivo di 787,6 $BTC, 9,2 milioni di $USDT (verosimilmente freezati), 1.173 $ETH, 5.024 $BNB e diversi asset minori. Parliamo oltretutto solo di una piccola fetta degli asset accumulati dai criminali nordcoreani durante i molteplici colpi inflitti alle applicazioni e alle società del settore crypto.

Uno degli attacchi più emblematici svolti da Lazarus riguarda l’hack da 1,5 miliardi di dollari ai danni di Bybit, messo in atto a febbraio dello scorso anno tramite una sofisticata trappola di social engineering. Più di recente, all’inizio di quest’anno, gli stessi black hat sarebbero addirittura arrivati ad un passo dal colpire il codice di MetaMask, dopo che la società aveva assunto per sbaglio uno sviluppatore nordcoreano.

Dove sono diretti i fondi in Bitcoin spostati da Lazarus?

Non è così facile scoprirlo. Seguendo i flussi su blockchain possiamo vedere che di quei 121,5 Bitcoin spostati, 91,5 monete sono ora parcheggiate sull’indirizzo “bc1qptw0x6ktefc5jk2jnnw74n0667yyd5lezuy9fz”, mentre i restanti 30 $BTC sono finiti in un loop continuo di transazioni, utilizzando una tecnica che consente di far disperdere le tracce dei fondi.

Addirittura, dai dati on-chain risulta che 5,5 $BTC siano stati depositati su Binance. Il resto è rimasto sparpagliato su decine di indirizzi diversi, ciascuno con piccoli importi. Questo tipo di attività rispecchia alla perfezione il modo in cui Lazarus tende storicamente a muoversi, ossia riciclando pochi fondi per volta attraverso una vasta rete di strumenti diversi.

In passato gli analisti on-chain hanno evidenziato come il gruppo si sia servito di mixer decentralizzati, pool di liquidità, exchange centralizzati, NFT e anche memecoin per riuscire a ripulire i capitali rubati e reintrodurli, alla fine, nel sistema finanziario tradizionale.

Gran parte degli asset rubati e poi riciclati finirebbero, teoricamente, nelle tasche del governo totalitario di Pyongyang, che finanzia e protegge gli stessi hacker. Non sappiamo tuttavia cosa stia succedendo esattamente in questo momento in Corea del Nord, soprattutto dopo che Lazarus ha organizzato una maxi truffa ai danni del proprio governo.

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