Il mercato crypto continua a muoversi in sofferenza e il settore delle intelligenze artificiali resta la sua zavorra più pesante da inizio anno. La distanza con Wall Street si allarga ogni settimana, perché gli indici americani viaggiano sui massimi storici trainati dal comparto tecnologico. Bitcoin ed Ethereum arrancano senza spinta, mentre i token legati all’AI perdono terreno da mesi in contrasto con i temi di Wall Street.
Token AI in sofferenza mentre Wall Street corre sui massimi
Il quadro però non è tutto rosso, perché il comparto si muove anche a due velocità come si può osservare dall’immagine allegata con relativa performance dei token AI. Sul trimestre la caduta è stata violenta, con Grass a -31,99%, Akash Network a -19,47% e Fetch.ai a -17,92%. Nelle ultime settimane la discesa si è fermata e i prezzi si sono schiacciati sui minimi, senza però riuscire a ripartire.

Però se guardiamo l’andamento nel 2026, le distanze cambiano, con Akash Network a +36,78%, così come Grass a +9,15%.
Bittensor tiene, Venice è la sorpresa
Tra i grandi nomi il quadro migliore appartiene a Bittensor, il primo tra i token puramente AI, che guadagna il +2% su base weekly. Sul trimestre limita i danni a -3,07% mentre sull’anno rimane in rosso. La vera sorpresa dell’anno è però Venice Token, che da gennaio mette a segno un clamoroso +601% pur avendo già corretto molto. Il grafico disegna una parabola salita oltre il +1.000% e poi sgonfiata fino agli attuali 11,48$. Artificial Superintelligence Alliance (FET) resta il fanalino assieme a Humanity Protocol che perde il 52,16% da inizio anno.
Chainlink e Near, i due outsider dell’AI
Un discorso a parte meritano Chainlink e Near Protocol, due nomi che l’etichetta AI se la sono guadagnata solo di recente. Chainlink è un oracolo, cioè il ponte che porta i dati del mondo esterno dentro la blockchain in forma verificabile. Nel 2026 ha lanciato oracoli basati sull’AI insieme a 24 istituzioni finanziarie come Swift ed Euroclear. Near Protocol nasce invece da chi ha co-firmato la ricerca all’origine dei modelli linguistici, e oggi si presenta come la rete pensata per gli AI agent. In entrambi i casi il legame con l’AI è più strategico che nativo, eppure basta a spingerli dentro i panieri di settore.
Bittensor prova a stabilizzarsi sui minimi

Il token che possiamo definire più puramente AI del settore è sicuramente Bittensor (TAO), che oggi ha una market cap di 1.880 milioni e occupa la posizione numero 40 del ranking. Attualmente quota 196,7 USDT. Ad agosto è in positivo di un +1,80%, ma viene da un downtrend che da inizio anno lo porta a segnare un -10,70%.
Sul grafico weekly allegato abbiamo la panoramica del prezzo di TAO dall’ultimo massimo rilevante di ottobre 2025 a 539 USDT, da dove è poi iniziata una fase di contrazione. Nel 2026, a febbraio, ha toccato un minimo a 142,8 USDT, da cui è partito un secco rimbalzo che ha portato, nell’arco di 40 giorni, a un rialzo del +165% con un massimo a 377 USDT sulla resistenza vettoriale. Da qui è ripresa la fase di ribasso, con una serie di massimi e minimi decrescenti.
I livelli chiave di TAO
A giugno e ora a fine luglio TAO ha testato il supporto dell’area dei 180 USDT. Dal grafico si vede come nell’ultimo mese ci sia stata anche una diminuzione della volatilità e del range delle candele, segno di un interesse molto basso al momento. Da un punto di vista grafico, una prima resistenza rilevante passa a 254 USDT, poi la successiva e più importante a 277 USDT, dove interseca anche la SMA 50.
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