Un megatrend è una trasformazione strutturale che cambia economia lungo interi decenni e non una moda passeggera destinata a svanire. Per l’investitore può essere la scommessa capace di arricchire davvero, ma spesso solo con la pazienza di aspettare anni. È la stessa forza che ha gonfiato Google, oggi Alphabet, di circa il +2.000% dal 2008, Apple del +6.600% e Bitcoin di oltre un milione di volte dal 2010.
Megatrend e le mosse che fanno diventare ricchi
Nel grafico allegato sono riportati i principali megatrend e settori, ciascuno con il suo ETF che li replica. Tutte le linee partono dallo stesso giorno del crac di Lehman del settembre 2008, così il confronto sulla crescita percentuale resta leale.

Il vincitore assoluto è il semiconduttore, con l’ETF SMH a un impressionante +3.941%, quasi quattro volte il software di IGV. La corsa dei chip non è stata regolare, perché la vera accelerazione è partita dopo il 2020 ed è esplosa dal 2023. A spingerla è stato il boom del nuovo megatrend dell’intelligenza artificiale e data center, che ha reso la curva quasi verticale.
Subito dietro corre il software con IGV a +998%, l’altra faccia del mondo AI, con il software che alimenta cloud e piattaforme. A fare da metro di paragone c’è l’S&P 500 con l’ETF SPY +520%, il rendimento del mercato americano nel suo insieme. Molto più indietro restano i settori tradizionali, fermi fra il +40% dell’energia (XLE) e il +280% dei finanziari (XLF).
Da questi andamenti si intuisce che i megatrend nascono durante l’arco del tempo e non sono statici. Da gennaio 2020, Nvidia al valore attuale di 219$ cresce di circa il 2.800%. Nel settembre 2008 valeva 0,27$ e solo nel 2016 ha superato 1 dollaro di valore.
Le scommesse di domani, robot e spazio
Guardando al futuro, i due temi più promettenti sono la robotica e lo spazio, oggi però le due linee più basse del primo grafico allegato.

La robotica, misurata dall’ETF BOTZ, segna appena +153%, mentre lo spazio con l’ETF UFO si ferma a un modesto +82%. Buona parte della loro spinta arriva dai semiconduttori, il vero motore che già domina la parte alta del grafico. In questi ETF sono presenti anche azioni dei produttori di chip.
Inoltre, il dato va letto con attenzione, perché questi due ETF sono giovani e non esistevano nel 2008 come gli altri. BOTZ è nato nel 2016 e UFO nel 2019, quindi la loro storia parte più tardi e comprime il rendimento mostrato. Sono la fotografia di temi ancora acerbi, che potrebbero diventare i megatrend del prossimo decennio.
SpaceX, la scommessa su Marte
In questo quadro si inserisce SpaceX, l’azienda di Elon Musk sbarcata in borsa a giugno con l’IPO più grande della storia. Nella prima trimestrale da quotata i ricavi sono saliti del +92% a 7,81 miliardi, pur restando in perdita per 541 milioni.
A spaventare il mercato sono stati gli investimenti monstre, circa 200 milioni di dollari al giorno, quasi tutti nell’intelligenza artificiale. Il titolo SPCX è crollato di oltre il 50% dai massimi e resta sotto i 135$ dell’IPO. Non a caso lo sblocco odierno di azioni ha scatenato scommesse al ribasso record contro SpaceX.

Puntare contro Musk raramente ha pagato, come impararono a loro spese i ribassisti su Tesla. Eppure resta l’unica società quotata al mondo che oggi punta davvero alla Luna, o meglio a colonizzare Marte. È la sintesi perfetta del megatrend, una scommessa che chiede solo pazienza. Chi crede in questi temi non compra i risultati di oggi, ma la trasformazione e l’evoluzione che immagina di vedere tra qualche decennio.
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