Trump Media, la società che controlla il social Truth e che è riconducibile alla famiglia presidenziale e Crypto.com avrebbero interrotto almeno due accordi di collaborazione, secondo quanto riporta Axios. Gli accordi riguarderebbero l’attività di tesoreria digitale in token $CRO e l’integrazione del prediction market di Crypto.com nelle attività del gruppo legato a Trump.
Si tratterebbe di una decisione strategica, dettata dalle condizioni di mercato, con le priorità che sarebbero cambiate – afferma il giornale – anche in seguito a quanto richiesto per tutelare gli investitori. Non è chiaro se ci siano altre motivazioni, anche di carattere politico, mentre il Clarity Act è ancora in stallo anche a causa degli interessi economici di Donald Trump nel mondo crypto.
Trump Media si sgancia dal mondo crypto?
Sembrerebbe di sì. O quantomeno ha deciso di sganciarsi da due accordi che avrebbero legato il gruppo che controlla Truth Social, social network che è tornato al centro delle discussioni per l’offerta di API che permettono di ottenere i messaggi del presidente in anticipo, dietro il pagamento di abbonamenti mensili piuttosto costosi.
Ad ogni modo, questa volta a interessare sono affari crypto che erano stati annunciati nel 2025 e che prevedevano la creazione di una tesoreria digitale che avrebbe accumulato Cronos $CRO, criptovaluta legata all’exchange Crypto.com. Tale accordo sarebbe saltato, a quanto parrebbe per decisione di Trump Media, come riportato qui da Axios.
Secondo quanto scrive Axios, il CEO del gruppo McGurn ha preso la decisione spinto dalle dinamiche del mercato e non da questioni che riguardano la politica. Il mercato delle tesorerie digitali sarebbe diventato troppo affollato, lasciando poco spazio a iniziative di questo tipo.
Il gruppo legato a Trump si sarebbe inoltre tirato indietro da un altro accordo, che avrebbe permesso l’integrazione del prediction market di Crypto.com in Truth Social. Su questo tema specifico non è chiaro quali siano state le motivazioni.
$CRO ha reagito perdendo nel giro di pochi minuti circa il 5%, salvo poi attestarsi su perdite ridotte. I mercati hanno reagito di pancia, salvo poi ricordarsi che l’accordo era stato dimenticato da tutti e che in realtà si era mosso ancora poco in tal senso.
È arrivato anche il commento di Kris Marszalek, che scrive:
Dopo aver analizzato ETF e DAT proposte da ogni angolo, abbiamor aggiunto la stessa conclusione: andare avanti nelle attuali condizioni di mercato non ha senso. Continueremo a seguire altre opportunità di ETF. Per quanto riguarda i CRO che abbiamo destinato alla DAT, troveremo delle vie migliori per allocare quelle risorse per aumentare i ricavi, aumentare la domanda e far crescere il valore dell’ecosistema.
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