Il mercato azionario americano apre un’altra settimana con i future notturni in positivo, che seguono i massimi storici toccati la settimana scorsa. Le crypto provano a proseguire, ma restano ancora col freno a mano tirato seppur in positivo in agosto. Sullo sfondo pesano il petrolio e le tensioni su Hormuz con l’attesa dei dati macroeconomici.
Bitcoin ed Ethereum col freno a mano mentre Wall Street riparte dai record
Il Nasdaq riparte da 29.880 punti, poco sotto il massimo storico a 30.074 segnato la settimana scorsa. S&P 500 quota 7.783 punti e il Dow Jones si muove intorno a 54.094 punti, entrambi leggermente positivi. La settimana scorsa il Nasdaq ha guadagnato il +5,04% registrando la terza miglior performance del 2026.

Invece su base weekly S&P 500 si è fermato a +3,46% e il Dow Jones al +2,88%. La spinta è arrivata anche dai dati sul lavoro non positivi. Il rapporto sul lavoro di luglio ha mostrato 23.000 posti persi contro attese di forte crescita.
Quel dato debole raffredda le previsioni su un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro l’autunno. Il rendimento del Treasury decennale resta però elevato e si attesta a 4,64%.
La settimana macroeconomica
Ora però lo sguardo corre avanti, verso il dato più atteso della settimana. Mercoledì arriva l’inflazione americana di luglio, il CPI, che misura la variazione dei prezzi al consumo. Qui il quadro degli analisti in merito alla lettura del prossimo dato.
Un’inflazione più calda ridurrebbe lo spazio per tenere fermi i tassi, oltre a un raffreddamento dell’entusiasmo, visto sull’azionario. Nei giorni successivi toccherà ai prezzi alla produzione e alle vendite al dettaglio completare il quadro sull’inflazione. La settimana porta diverse trimestrali del mondo tecnologico. Martedì tocca a CoreWeave e a Super Micro Computer e mercoledì riflettori su Cisco Systems.
Bitcoin e Ethereum ancora frenati
Bitcoin oggi quota 65.040 USDT, è leggermente in positivo e la settimana scorsa ha segnato un +2,09%. Il suo primo obiettivo è un allungo verso l’area di resistenza a 66.000 USDT, che coincide con la proiezione del canale rialzista. L’obiettivo successivo è poi l’allungo verso la prima resistenza vettoriale rilevante a 67.400 USDT.

Ethereum attualmente quota 1.919 USDT e la settimana scorsa si è chiusa con un rialzo del +1,35%. Il suo primo obiettivo è ora un breakout dei massimi della settimana scorsa, a 1.942 USDT, per proseguire verso la prima resistenza vettoriale rilevante a 1.980 USDT.
Petrolio giù mentre Oman e Iran trattano, Washington dice no ai pedaggi
Il petrolio la settimana scorsa è sensibilmente arretrato e questo ha favorito l’intero comparto delle materie prime energetiche e un calo delle tensioni sull’inflazione energetica. Oggi greggio americano, il WTI, quota 78,83$, mentre il Brent, si attesta a 84,36$.

Il calo nelle ultime due settimane è marcato, con il WTI a circa -14% e il Brent con un contenuto -8,40%. Il ribasso nasce dalle speranze di un’intesa tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz, il passaggio dove transita circa un quinto del petrolio mondiale. I due Paesi sono vicini a un accordo sulle rotte di navigazione, non però sulla riapertura piena dello Stretto. Teheran chiede prima la fine del blocco navale americano e vuole applicare tariffe di transito alle navi. Gli Stati Uniti respingono con nettezza questa ipotesi, perché pretendono piena libertà di navigazione senza alcun pedaggio iraniano.
Le tensioni intanto non si spengono, come mostra l’incendio a un impianto di Saudi Aramco colpito dagli Houthi. Questi ultimi minacciano il blocco dello stretto di Bab el-Mandeb, all’imboccatura meridionale del Mar Rosso, dove passa il traffico verso il Canale di Suez.
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