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Trump crypto fail

Gruppo Trump perde più di 200 milioni con le crypto, ma aumenta posizione su Bitcoin e supera Elon Musk

Un Re Mida al contrario, anche per le proprie tasche. Le performance di Trump Media nel settore crypto ora preoccupano.
Trump crypto fail

Trump Media & Technology Group ha riportato per il trimestre che si è concluso in giugno perdite per 238 milioni di dollari. La maggior parte di queste perdite sono riconducibili agli investimenti in criptovalute del gruppo e non sono ancora realizzate, nel senso che tali crypto sono ancora nelle casse del gruppo. È il peggior risultato di sempre per il gruppo, con perdite che sono di 11 volte superiori a quelle registrate, per lo stesso periodo, un anno fa.

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Una situazione finanziaria difficile, che ha visto il gruppo ridisegnare il proprio approccio ai mercati. Durante lo scorso fine settimana, il gruppo ha annunciato lo stop all’accordo con Crypto.com per una tesoreria in $CRO e per ulteriori passaggi nel mondo delle borse tradizionali. Il gruppo ha inoltre attivato un contestato servizio di API a pagamento che fornisce a chi paga migliaia di dollari al mese i messaggi del presidente Donald Trump in anticipo rispetto al resto del mondo.

Come procede la API da “insider trader”

C’è stato appunto spazio anche per parlare della contestata API di cui sopra. Secondo il CEO ad interim del gruppo, Kevin McGurn, ci sarebbero state già più di 10 sottoscrizioni. A pagare le importanti fee (si parla di 60-100.000$ mensili) sarebbero state società che fanno trading ad alta frequenza, e che possono pertanto sfruttare anche i pochi decimi di secondo di vantaggio che la API offre.

Trump Media sarebbe inoltre impegnata nella ricerca di altri clienti e starebbe valutando la possibilità di offrire tale servizio – non si è capito però se e con quali limitazioni – anche agli investitori retail, nonché ai gruppi che si occupano di informazione.

Le perdite che il gruppo ha fatto registrare non sono comunque operative: sono state infatti iscritti a bilancio i valori relativi alle criptovalute che il gruppo ha in cassa come investimento.

Perdite principalmente su $CRO

Nonostante il gruppo abbia ancora quasi 10.000 Bitcoin in cassa, non è da lì che arrivano i guai finanziari.

Le partecipazioni in $CRO sono infatti quelle più problematiche, almeno in rapporto all’investimento effettuato. Si è passati infatti dai 68 milioni di dollari di valore a fine 2025 ai circa 40 attuali.

Per quanto riguarda Bitcoin, rispetto alle precedenti trimestrali, il gruppo ne avrebbe ottenuti oltre 4.000 in più. Non è chiaro dunque se il gruppo abbia o meno interesse a disimpegnarsi effettivamente. E ha superato anche Tesla nella speciale classifica di aziende che hanno più BTC in cassa.

Gli affari della famiglia Trump nel mondo crypto non passano comunque tutti da qui. Il gruppo ha anche partecipazioni in American Bitcoin (che si occupa di mining) e in WLFI, protocollo DeFi la cui spinta però sembrerebbe essere ormai quasi completamente esaurita.

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