I mercati azionari e le crypto proseguono un lento lavoro in territorio positivo, con il comparto tecnologico americano di nuovo protagonista assoluto. Il Nasdaq ha guadagnato il +1,39%, trascinato dai conti trimestrali di Nvidia, che ieri ha registrato un progresso del +8,74%. La giornata odierna ruota tutta attorno al primo discorso di Kevin Warsh, presidente della Fed, atteso oggi al simposio di Jackson Hole.
Nvidia spinge il Nasdaq, oggi Wall Street ascolta Warsh a Jackson Hole
Sul fronte americano la settimana è al rialzo, mantenendo in verde anche il bilancio mensile degli indici. Il Nasdaq segna un +3,80%, l’S&P 500 +2,50% e il Dow Jones si ferma a +1,70%. In avvio di giornata il tono resta positivo per Wall Street, con i future dei tre listini orientati verso l’alto come si osserva dal grafico.

L’Europa nella seduta di ieri ha mostrato una debolezza più marcata rispetto agli Stati Uniti. A Milano il FTSE MIB ha lasciato sul terreno un -1,20%, il peggiore del continente. In Asia il clima resta incerto anche stamattina, con il Kospi coreano che arretra del -1,11% durante le contrattazioni. Gli investitori restano comunque prudenti, in attesa che la giornata odierna chiarisca la direzione delle prossime settimane sui listini azionari.
Nvidia e Salesforce corrono, Marvell in calo

Tra i singoli titoli Nvidia ha guidato il listino con un balzo del +8,74%, sostenuta dalla domanda di intelligenza artificiale. Ancora più forte Salesforce, in progresso del +22,58% dopo i conti trimestrali. Marvell ieri ha rilasciato la trimestrale con ricavi in linea a 2,74 miliardi e utile appena sopra le stime, ma il titolo cede oltre il 7% nell’after-market.
BTC rompe il box di congestione, ETH resta dentro il suo
Il mercato crypto si sta muovendo a macchia di leopardo, con alcuni token che su base settimanale sono in negativo e aperture deboli oggi. Sul grafico allegato Bitcoin attualmente quota 79.840 USDT e ieri ha chiuso in positivo, rompendo quel piccolo box di congestione che ne sta caratterizzando l’andamento dal weekend scorso. Su base weekly è infatti in positivo di un +2,70%. L’obiettivo grosso di BTC resta un allungo verso l’area degli 84.000 USDT.

Situazione grafica simile per Ethereum, che quota 2.490 USDT ma si trova ancora all’interno del suo box di congestione. L’obiettivo alto di Ethereum è un allungo in area 2.840 USDT. Per entrambi è riportato anche l’indicatore RSI, che rimane in ipercomprato in particolare per BTC, mentre per ETH sta mostrando debolezza, con la curva che si sta inclinando e rischia di uscire dalla zona di eccesso.
Warsh peserà il doppio, tra tassi fermi e petrolio appeso a Hormuz
Il vero market mover della giornata è il primo intervento di Warsh da presidente della Fed, atteso a Jackson Hole. Le sue parole peseranno il doppio, perché cadono prima della riunione del FOMC del 16 settembre. Sul nodo dei tassi il mercato ha smesso di scommettere su un aumento a settembre. Secondo il FedWatch di CME Group i tassi restano fermi con probabilità del 64,1%, mentre un rialzo pesa per il 35,9%.
Sul versante dell’inflazione il PCE core di luglio si è fermato al 3,3%, in linea con le attese degli analisti. La componente più ampia dell’inflazione è invece uscita leggermente sopra le stime, mentre il PIL del secondo trimestre ha confermato il +1,5%. Restano sotto osservazione i rendimenti dei titoli di Stato americani, con il decennale che viaggia intorno al 4,66%.
Sul fronte delle materie prime il petrolio resta debole. Il greggio WTI quota a 83,12$ e il Brent a 88,31$, con i mercati che guardano più ai flussi effettivi che al rischio geopolitico. Sullo sfondo prosegue la trattativa diplomatica tra Iran e Oman, impegnati a definire un sistema di pedaggio per il passaggio delle navi.
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