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zio paperone huang

Nvidia è diventata la banca AI: 90 miliardi già investiti, contro i 7 del 2025. Il piano da 500 miliardi potrebbe partire sul serio

Nvidia non si ferma più. Più che decuplicato il monte investimenti dello scorso anno.
zio paperone huang

Se i tuoi clienti non hanno denari per la tua merce, prestaglieli. È questo il mantra che sta animando le ultime mosse di Nvidia, gigante e ingranaggio centrale del ciclo AI, che nel corso del 2026 ha aumentato le sue attività di investimento in aziende del settore portandole a 99 miliardi. Per avere un raffronto, prendiamo per buoni i numeri diffusi da CNBC, che parlano per il 2024 di investimenti per 2,4 miliardi di dollari e per 7 miliardi complessivi nel 2025.

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Nvidia è tante cose insieme: è l’azienda più importante per la vendita di hardware per AI, gestisce quello che è ancora una sorta di monopolio di fatto (CUDA) e sta investendo parte dell’enorme liquidità che ha accumulato affinché questo ciclo, di cui tira le fila, non si fermi, almeno sul breve e medio periodo. Se prima però contavano le merci consegnate, ora a pesare è anche e soprattutto il capitale.

Quell’annuncio da 500 miliardi

In molti tra i nostri lettori ricorderanno inoltre dell’annuncio del piano fino a 500 miliardi di dollari (badate bene, fino a, è importante), con la compartecipazione di tanti giganti del credito e delle gestioni finanziarie americane, che in tanti hanno bollato come morto in partenza e come ultimo canto del cigno di un settore che però continua a macinare.

Il piano era piuttosto chiaro: prestate soldi ai miei clienti, che li useranno per comprare le mie merci, e io vi garantirò la copertura nel caso di fallimento. Un piano per molti troppo pericoloso, ma che per Nvidia può essere questione di vita o di morte, almeno in termini di regno sul ricco comparto AI.

Al tema ha dedicato oggi uno speciale CNBC, segnalando come non sia più la sola superiorità tecnologica a rendere Nvidia l’ingranaggio centrale della meravigliosa macchina AI. È piuttosto la forza del suo capitale, che sta impegnando per fare quello che si fa con il capitale. Guadagnare ancora di più e – nel caso – consolidare la propria posizione dominante.

Investimenti nei principali clienti – e anche nei lab di frontiera

Nvidia rimane poi molto attiva, anzi – è diventata più attiva di prima nelle partecipazioni dirette all’azionariato dei suoi principali clienti. Era febbraio quando aveva annunciato di voler mettere sul tavolo 30 miliardi di dollari per una quota di OpenAI, all’interno di un round di finanziamenti complessivo da 110 miliardi.

Ha poi confermato l’acquisto di Hugging Face per quasi 13 miliardi di dollari, che sarà il più importante di sempre per l’azienda. E secondo quanto affermato dal CFO Colette Kress, il gruppo ha distribuito 50 miliardi tra diversi lab di frontiera.

Questo senza dimenticare i 2 miliardi a CoreWeave e a Nebius, in due circostanze separate.

Quanto può durare?

Sono in tanti ad aspettare al varco per il primo passo falso di Nvidia. La verità è che nella posizione di Nvidia investire vuol dire giocare in difesa. Ha una posizione invidiabilmente dominante, può praticare margini mai visti prima nel settore dell’hardware e per mantenerli è disposta a fare da banca un po’ di tutti.

Per i più cinici è il segnale di un settore che è diventato molto concentrato, forse troppo – e che basterà un ingranaggio in rallentamento per fare i conti con l’esplosione della bolla. Intanto però Nvidia ha aria – che poi sono i capitali – sufficiente a far viaggiare chiunque.

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