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Ancora dati: venerdì avremo il CPI, che deciderà la prossima mossa di Federal Reserve sui tassi

Ancora attesa per dati macro della massima rilevanza. Venerdì alle 14:30 tocca al CPI.

La settimana che arriva sarà di nuovo dominata dai dati macro. A pesare di più saranno i dati che forniranno indicazioni sul possibile percorso monetario di Fed, a pochi giorni dal meeting del FOMC che deciderà sui tassi di interesse. Il dato più importante verrà pubblicato venerdì 11 settembre, quando in Italia saranno le 14:30. Arriverà infatti il CPI, uno dei metri più importanti dell’inflazione.

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Il metro dell’inflazione è sopra il target del 2% ormai da più di cinque anni. Il nuovo presidente di Federal Reserve, Kevin Warsh, ha promesso di voler attaccare il problema con tutta la forza possibile, ritenendolo un problema causato principalmente da Fed. E quindi seguire il dato sarà di gran lunga la cosa più importante da fare la prossima settimana, in un contesto dei mercati che è appunto dominato – nelle ultime settimane – dagli eventi macro.

CPI: si arriva da un dato molto elevato

Il CPI classico del mese passato si è attestato al +3,4%. Per quanto non si tratti del metro di inflazione più importante per Fed (che preferisce il PCE, i prezzi per la spesa dei consumatori), sarà comunque un importante metro di come stanno andando le cose sul fronte dei prezzi negli Stati Uniti.

Siamo di molto sopra il target, per una ripresa dell’inflazione che è dipesa anche dal costo delle materie prime energetiche, su tutte il petrolio, come conseguenza principale del conflitto tra USA e Iran.

Ci sono qui due scuole di pensiero: se la CPI Core (che esclude il prezzo degli energetici e degli alimentari) mostrerà un ritorno, una flessione verso il 2%, allora si potrà attendere, dato che aumentare i tassi per un supply shock non è ritenuta una buona idea.

C’è poi l’altra scuola, forse più superficiale, che preferirebbe guardare al numero secco, senza curarsi troppo delle minuzie di cui sopra.

Sarà comunque l’appuntamento più importante del periodo che ci accompagnerà al FOMC del 16 settembre. Un FOMC assai incerto e che i mercati per ora vedono come un lancio di moneta: 50/50, poi passati a 60/40 a favore dell’aumento dei tassi dopo i dati sul mercato del lavoro che hanno sorpreso tutti.

Come prepararsi?

In avvicinamento al dato i mercati saranno colpiti dalla solita volatilità pre-evento. Per chi è esposto con leve considerevoli, il consiglio è quello di riconsiderare certe posizioni.

Per il resto, Bitcoin e crypto preferirebbero di gran lunga un dato più basso delle aspettative, sulle quali ritorneremo nel corso della prossima settimana.

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