Michael Barr terrorizza i mercati: "Fed deve alzare i tassi". La colomba si trasforma in falco. Per ottobre aumenti al 70%
È un Michael Barr che è nato colomba e si è trasformato in falco. Fed ha ancora del lavoro da fare, dice.
19:57 • Pubblicato 23/09/2026
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Dietro la pessima performance dei mercati oggi ci sono anche le dichiarazioni di Michael Barr, di Federal Reserve. Non vota nel 2026 all’interno del FOMC, ma è comunque ritenuto una voce tra le più dovish dell’intera istituzione. In quello che era un intervento preparato per una conferenza a Chicago, Barr ha affermato che Fed in realtà ha ancora tanto lavoro da fare. Dalle parti delle banche centrali, il lavoro da fare si traduce in genere in aumenti dei tassi di interesse di riferimento.
Il caso base – secondo Barr – è quello di ulteriori aggiustamenti dei tassi di interesse al rialzo, con l’obiettivo, ça va sans dire, di far rientrare più rapidamente l’inflazione verso il target del 2%.
Intanto l’economia corre
Come abbiamo visto già in altri approfondimenti di oggi, il posizionamento più hawkish di Fed arriva in concomitanza di dati sull’economia USA migliori delle aspettative, sia per quanto concerne la manifattura sia per quanto riguarda i servizi. L’equazione è relativamente semplice: se l’economia tiene e l’inflazione corre, un aumento dei tassi è una medicina con effetti collaterali minimi, che comunque l’economia può sostenere senza troppi problemi.
Sembrerebbe essere di questa scuola anche Michael Barr – che è membro del Board di Federal Reserve – e che seppur tornerà al voto soltanto nel 2027, ha comunque un’opinione che ha un grosso peso specifico all’interno della banca centrale americana.
Il mio caso di base è che siano necessari – con ogni probabilità – altri aggiustamenti alla politica monetaria, se vogliamo assicurarci che l’inflazione torni verso il target con tempistiche accettabili. Vogliamo supportare una crescita sostenibile e duratura, in supporto del massimo impiego, e la stabilità dei prezzi è fondamentale per questo scopo.
Sono in realtà le stesse identiche parole pronunciate da Kevin Warsh e prima di lui da Jerome Powell. Parole che sono oggi quelle maggioritarie all’interno della più potente istituzione monetaria del pianeta.
Intanto i mercati prezzano al 70% un ulteriore aumento a ottobre
Il FOMC, la riunione di Federal Reserve che vota sulle decisioni di politica monetaria, si riunirà di nuovo il 28 ottobre. Per ora i mercati prezzano al 70,9% la possibilità di un aumento dei tassi.
Da qui a fine anno la lotta sarà tra 1 o 2 aumenti ulteriori. Per ora, almeno stando a guardare il posizionamento dei mercati, sembrerebbe più probabile la seconda alternativa.
Sul tema dei tassi è intervenuta recentemente anche Cathie Wood che ritiene possibile l’ingresso in una fase di tassi strutturalmente più alti, che però non riusciranno a comprimere l’economia.
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Oramai la strada sembra quella, tuttavia ho l’impressione che uno svuota la barca(FED) e uno la riempie( crisi energetica).