OpenAI: spionaggio saudita? FBI arresta un dipendente che ha registrato riunioni ai massimi livelli con un dispositivo segreto
Scandalo da OpenAI: un dipendente di cittadinanza saudita avrebbe registrato riunioni ai massimi livelli.
12:20 • Pubblicato 14/10/2026
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Un cittadino saudita dipendente di OpenAI è stato arrestato lo scorso 9 ottobre. Secondo quanto è stato riportato dal Dipartimento di Giustizia americano, Abdulrahman Alfozan, 35 anni, avrebbe posizionato un dispositivo per registrare le riunioni ai massimi vertici del gruppo che sviluppa ChatGPT e i relativi modelli. Per il momento non sarebbero chiare le motivazioni. Il caso ha visto l’intervento diretto dell’FBI.
Spionaggio? Questi sarebbero i sospetti delle autorità americane, con il direttore di FBI Kash Patel che ha parlato di tentativo di registrare il contenuto delle riunioni più importanti del gruppo. Il tema riguarda, chiaramente, le tecnologie di super intelligenza, secondo il nuovo nome imposto dalla Casa Bianca a questo tipo di attività.
Legami con la famiglia reale saudita?
Intanto i giornali americani parlano di legami di Alfozan con Read Ventures, società che si occupa di investimenti in venture capital e che avrebbe tra i partner il principe saudita Khalid Bin Bader Al Saud. Alfozan sarebbe stato registrato come partner soltanto due giorni dopo.
Tra le altre cose, almeno secondo il proprio curriculum, Alfozan avrebbe trascorsi anche in Meta, Microsoft e nella tedesca SAP.
OpenAI però per il momento non conferma lo storico del dipendente presunto reo e attenderà i risultati delle indagini del Dipartimento di Giustizia.
Ci sono comunque prove video e fotografiche che immortalano il cittadino saudita mentre installa il dispositivo che sarebbe servito a registrare le riunioni. Tra gli effetti personali dell’accusato ci sarebbero stati anche altri dispositivi per le registrazioni.
Di più, i log del suo utilizzo dei chatbot di OpenAI indicano la ricerca di istruzioni per installare dispositivi di quel tipo. Il contenuto del dispositivo recuperato è crittografato e non sarebbe stato ancora visionato dalle autorità.
Massima allerta
Rimane uno stato di massima allerta per due società, OpenAI e Anthropic, dalle quali dipendono i destini di breve e medio periodo delle borse USA.
Permangono problemi importanti, come viene sottolineato in uno speciale di CNBC, che parla di licenziamenti recenti di OpenAI anche nel team di sicurezza, per questioni che riguarderebbero la rottura del rapporto fiduciario con l’azienda.
Tutto questo mentre all’IPO di Anthropic mancano ormai soltanto poche settimane. La tensione cresce, e non solo per quanto riguarda la capacità di queste aziende di continuare a raccogliere capitali ai ritmi che hanno sostenuto fino a oggi.
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