Bitcoin si sta preparando al prossimo grande rally: parla un noto analista, che individua il pattern storico dei 18 mesi
La bull run di Bitcoin è vicina? Sì, secondo questo indicatore, ma c'è anche qualcos'altro da osservare.
16:50 • Pubblicato 28/10/2026
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Bitcoin potrebbe essere sul punto di intraprendere una grossa corsa al rialzo, in modo del tutto simile a quanto avvenuto in passato al termine dei precedenti cicli bearish. A sostenerlo è uno dei più rispettati analisti della società CryptoQuant, secondo cui il ripetersi di uno schema ricorrente già osservato in passato potrebbe spedire la criptovaluta verso nuovi massimi nei prossimi mesi.
Siamo ancora leggermente in anticipo rispetto alle tempistiche degli scorsi cicli, e manca ancora qualche elemento per poter parlare seriamente di un rally imminente. Tuttavia, sembra che ci stiamo avvicinando a una condizione molto interessante che ha storicamente preceduto importanti movimenti sui grafici. La storia si ripeterà anche stavolta?
Bitcoin: il pattern dei 18 mesi richiama i tori all’appello
L’analisi è firmata da Crypto Dan, noto esperto di analisi on-chain del gruppo CryptoQuant. La sua lettura si basa sui comportamenti degli holder di BTC80.522 $▲ +0,06%, in particolare quelli che detengono monete da almeno 18 mesi e che non hanno registrato movimenti in questo lasso temporale.
La metrica presa in esame è quella del Realized Cap UTXO Age Bands, un indicatore che ci permette di analizzare come cambia nel tempo l’attività delle diverse monete (distinte per età) all’interno della capitalizzazione realizzata di Bitcoin. Detto in parole più comprensibili anche ai non esperti, questa metrica misura quanto pesano, sul totale dei $BTC esistenti, le monete che non vengono spostate da molto tempo, valutandole in base al prezzo della loro ultima movimentazione on-chain.
L’assunto di base è che, in genere, agli albori delle fasi rialziste, i detentori storici di Bitcoin, dopo aver ridotto la loro partecipazione in bull market e nella successiva fase bear, tornino a scambiare coin con maggiore intensità. Questo cambiamento può riflettere una redistribuzione della supply sul mercato, contribuendo a favorire una ripresa dei prezzi, come avvenuto nel 2019 e nel 2023, poco prima dell’inizio dei rispettivi bull market.

I wallet Bitcoin più datati tornano in movimento
In apparenza questa lettura potrebbe sembrare controintuitiva. Di solito si pensa infatti che il risveglio dei Bitcoin più anziani sia da interpretare come un segnale ribassista per i prezzi, poiché queste monete potrebbero essere vendute e aumentare la pressione di vendita sugli order book.
In realtà però, è bene chiarire che una maggiore attività degli investitori classificati come long-term holder è spesso associata a un mercato più vivace, con quotazioni che crescono nel tempo. Questo perché gli operatori più pazienti, a differenza dei retail, tendono a ridurre la propria esposizione nelle fasi rialziste, vendendo man mano che i prezzi aumentano, per poi tornare ad accumulare durante i cicli ribassisti.
D’altro canto, c’è chi ipotizza che questo boom dei prelievi sia l’effetto dei timori legati al quantum e all’AI, anche se non ci sono prove concrete di questa teoria. Anzi, diverse ricerche, tra cui quella che vi abbiamo appena linkato, dicono esattamente il contrario, ovvero che i recenti movimenti non hanno nulla a che vedere con questa presunta paura legata alla sicurezza del network.
Tutto pronto per la bull run, ma manca ancora qualcosa
Lo stesso analista di CryptoQuant sottolinea che siamo leggermente in anticipo rispetto al timing storico dei precedenti cicli. L’attività dei detentori di monete con età superiore a 18 mesi sta già aumentando in modo considerevole, ma, a differenza di quanto osservato in passato, sembra mancare lo stesso interesse speculativo che storicamente ha preceduto le fasi euforiche al rialzo.
In altre parole, il segnale dell’ingresso in bull run non si è ancora del tutto verificato, almeno secondo questa lettura. Cosa manca nel concreto? Una spinta degna di nota da parte della domanda, soprattutto tra il pubblico degli investitori istituzionali.
CryptoQuant sottolinea come a ottobre non ci sia stato ancora un singolo giorno in cui l’indicatore Coinbase Premium Index ha chiuso in positivo, segno evidente di uno scarso interesse oltreoceano.

Aggiungiamo noi – per dare una chiave di lettura aggiuntiva – che anche la liquidità complessiva del mercato appare in evidente stato di difficoltà, con la supply totale delle stablecoin che è rimasta ferma in zona 300 miliardi di dollari da ormai quasi un anno. In genere le fasi bullish si accompagnano a un’espansione della massa monetaria all’interno delle piazze crittografiche.
Cosa guardare da qui ai prossimi mesi su Bitcoin per confermare l’avvio del rally?
Per capire se Bitcoin si sta davvero preparando a una nuova bull run, o se siamo di fronte a un falso segnale, sarà fondamentale monitorare alcune metriche nei prossimi mesi. Nel dettaglio, ci sono 5 fattori che vale la pena tenere sotto osservazione:
- Volumi spot e futures: senza un’adeguata spinta a livello volumetrico è difficile pensare a scenari ottimistici nel breve termine.
- Rapporto tra profitti e perdite realizzate: deve migliorare lo stato di redditività degli investitori, fattore indispensabile per rendere il sentiment più vivace.
- Liveliness e attività dei detentori storici: c’è da verificare che il segnale di cui abbiamo parlato oggi trovi conferma nelle prossime sessioni.
- Riduzione delle coperture nel mercato delle opzioni: i trader istituzionali sono ancora pessimisti nel breve, con forte domanda di contratti put. Questa condizione deve necessariamente cambiare, favorendo più una ricerca dell’esposizione al rialzo.
- Nuovi driver a livello macro: non dimentichiamoci della situazione a livello macro. Se l’outlook degli asset a rischio, in particolare nelle azioni, dovesse migliorare, Bitcoin potrebbe risentirne positivamente, essendo ancora ampiamente correlato al Nasdaq.
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