Le balene di Ethereum alzano la posta in gioco: posizioni a leva da 50 milioni per puntare sul rialzo di ETH
Le balene scommettono sul rally di Ethereum: questo trader rischia 50 milioni di dollari con la leva.
18:30 • Pubblicato 28/10/2026
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Mentre i mercati sono in attesa del responso ufficiale della Federal Reserve in materia di tassi di interesse negli Stati Uniti, alcune balene di Ethereum vedono un’opportunità per incrementare la propria esposizione speculativa al rialzo. Tra queste, c’è in particolare un investitore che nelle ultime ore pare aver rafforzato la sua posizione in leva su ETH.
L’operazione non è avvenuta all’interno dei mercati futures, ma direttamente on-chain, sfruttando l’infrastruttura di prestito di Aave, il money market più famoso dell’ecosistema DeFi. Non tutti lo sanno, ma in questi mercati decentralizzati si possono costruire posizioni amplificate utilizzando asset come ETH come collaterale per prendere in prestito stablecoin e reinvestire successivamente gli stessi fondi, aumentando così la size delle proprie holding.
Balena di Ethereum carica la leva al rialzo: la sua posizione
Poche ore fa, la balena protagonista di questa analisi ha dapprima acquistato 4.000 ETH2.331 $▼ -0,86%, pari a controvalore di circa 9,4 milioni di dollari, per poi depositarli all’interno di Aave. Utilizzando questo margine, ha preso in prestito 6 milioni di $USDT, già depositati su Binance, dove saranno probabilmente impiegati per acquistare altri Ethereum o altri asset speculativi.
Non è però la prima volta che questa balena ricorre all’uso della leva: già da inizio mese aveva iniziato a costruire una posizione significativa su Ether attraverso operazioni analoghe, ossia sfruttando il collaterale in DeFi per ottenere liquidità aggiuntiva. In totale, al momento della stesura, il wallet della balena mostra ben 22.504 $ETH forniti in garanzia sul protocollo, con cui finora ha preso in prestito 31 milioni di dollari in stablecoin, divisi tra $USDT e $USDC.
Il suo health factor, ossia l’indicatore dello stato di salute della posizione, indica un punteggio di 1,42. Ciò significa che il valore del collaterale è pari a 1,42 volte il debito contratto, al netto della soglia di liquidazione (threshold). In parole povere, la balena rischia di essere liquidata con un ipotetico calo di prezzo di circa il 29%, poiché in quel caso il valore degli $ETH in garanzia non sarebbe più sufficiente a coprire il prestito.
Alle quotazioni attuali, questo presuppone che il prezzo di $ETH dovrebbe scendere a circa 1.645$ per far scattare la liquidazione forzata. Ovviamente la balena potrebbe comunque gestire la posizione, restituendo parte del debito o aggiungendo altro margine.
Ricordiamo che nei protocolli di lending i rischi di liquidazioni sono legati anche ad eventuali distorsioni dell’oracolo. Su Aave questo non dovrebbe essere un grosso problema, visto che il sistema utilizza i feed di prezzo di Chainlink, ma in generale è bene prestare attenzione a quali fonti vengono utilizzate in DeFi per calcolare il valore degli asset.
Cresce la domanda di prestito su Aave
Al di là della singola posizione della balena su Ethereum, è interessante notare come su Aave sia in forte crescita la domanda aggregata di leva finanziaria.
Il modo più preciso per analizzare questo fenomeno è guardare a come cambia il tasso di borrow APR delle stablecoin, ossia quanto costa in termini annualizzati prendere in prestito liquidità in determinati momenti. Se il costo sale, significa che tanti utenti stanno chiedendo relativamente tanti debiti in stablecoin in proporzione ai fondi disponibili sulla pool, mentre se il rendimento scende significa che c’è poca domanda.
In questo momento, per quanto riguarda i mercati V3 su Ethereum e la stablecoin $USDT, vediamo come la curva del tasso di prestito sia in forte crescita nelle ultime ore, con il dato passato dal 4,3% di ieri fino all’attuale 6,4%. Attenzione tuttavia ai falsi segnali: anche a inizio ottobre si era verificato uno spike della metrica, ma poi l’aumento è stato rapidamente assorbito, probabilmente perché qualcuno ha aperto e chiuso, a poco tempo di distanza, una grossa posizione di debito.

Resta comunque positivo osservare come rispetto a giugno i trader sembrino più incentivati a ricorrere alla leva, segno di un mercato che forse si è lasciato alle spalle l’incubo del bear market. Nel frattempo, però, è bene segnalare che qualche giorno fa una nota società di analisi on-chain ha lanciato l’allarme sull’eccessiva leva impiegata nelle altcoin.
Cogliamo l’occasione per ricordarvi che la leva è uno strumento incredibile nel mondo del trading, ma solo se utilizzato con una giusta cognizione di causa in termini di risk-management.
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