OPEC+ non taglierà produzione di greggio. WTI e Brent giù sui mercati crypto, ma conterà purtroppo altro
Manca l'ufficialità, ma come previsto non ci saranno tagli, almeno nel 2026. Ora partita aperta per il 2027.
13:07 • Pubblicato 01/11/2026
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C’è un accordo di principio tra i Paesi membri di OPEC+ affinché l’output rimanga intatto anche a ottobre, secondo quanto è stato riportato da Reuters. Si tratta di una decisione – da confermare – che è in linea con le aspettative di mercato. Non ci saranno dunque aggiustamenti all’output se non il prossimo anno. Tutto questo mentre in realtà stanno andando avanti le trattative tra USA e Iran, dai risultati però ancora incerti.
Reuters ha ricevuto conferma dell’accordo di massima da tre diverse fonti anonime ma informate dei fatti. OPEC+ a settembre aveva cancellato il taglio anticipato all’output per fare fronte alla preoccupante situazione in Medio Oriente e in particolare nello Stretto di Hormuz.
Ancora grande incertezza per il 2027
La decisione non deve essere però ritenuta come permanente e duratura. L’aria che si respira è quella infatti di una battaglia politica sull’output concordato di petrolio che riprenderà, vivacemente, nel 2027.
In mezzo c’è anche una revisione della capacità produttiva dei Paesi che partecipano all’OPEC, che dovrebbe essere completata, come riporta CNBC, già entro la fine del 2026.
Sugli unici mercati finanziari aperti nel weekend – in attesa del ritorno delle negoziazioni della TradFi – Brent perde lo 0,43% sulle 24 ore e WTI poco meno. La lieve flessione – su mercati che sono comunque poco liquidi – è da imputarsi alle notizie che arrivano dal Golfo, che parlano di una ripresa delle trattative tra Iran e USA, pur condite almeno pubblicamente da messaggi poco accomodanti da parte di Teheran.
Non è comunque questo ad angosciare
Più dei limiti all’output del greggio a continuare a preoccupare i mercati, almeno a certe latitudini, è la scarsità di prodotto raffinato e in particolare di diesel. Il costo del carburante sta avendo un impatto importante sull’inflazione e costringerà – con ogni probabilità – le principali banche centrali a un aumento dei tassi a dicembre.
Tutto questo mentre l’inflazione – in particolare in Italia ma anche in altri Paesi europei – è tornata a essere completamente fuori controllo e mentre anche negli USA si sta facendo fatica a portarla verso il target del 2%.
Le prossime decisioni dell’OPEC+ saranno comunque seguite con grande attenzione, per quanto l’istituzione sia forse al suo minimo storico in termini di rilevanza, complice anche la defezione degli Emirati Arabi Uniti.
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