Bill Ackman non crede in Hyperliquid, ma ha investito nella società che li porterà negli USA. Resta ottimista sull'AI
Anche Bill Ackman si esprime sui perpetual futures di Hyperliquid, ma con forti perplessità sulla capacità di questi contratti di penetrare Wall Street.
18:27 • Pubblicato 03/11/2026
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Bill Ackman ha appena pubblicato la lettera agli azionisti di Pershing Square, il fondo di investimento da lui gestito, relativa al terzo trimestre. Al suo interno troviamo diverse prese di posizione interessanti, tra cui una tesi rialzista sul settore degli hyperscaler e un passaggio apparentemente conflittuale sul potenziale prossimo sbarco dei contratti perp di Hyperliquid all’interno del mercato statunitense.
Per chi non lo conoscesse, Bill Ackman è uno degli investitori più conosciuti e affermati di Wall Street. Il suo storico hedge fund gestisce asset per oltre 30 miliardi di dollari, con un portafoglio concentrato su una decina di titoli chiave. Tra questi, troviamo anche una recente esposizione su Intercontinental Exchange (ICE), la società madre del NYSE che pochi giorni fa ha stretto un accordo strategico con TradeXYZ, principale fornitore di contratti HIP-3 di Hyperliquid.
Il portafoglio azionario di Bill Ackman
Al termine del Q3, il portafoglio del fondo di Bill Ackman comprendeva 17 posizioni long e zero esposizione verso posizioni short. L’investitore miliardario, che opera ormai da più di vent’anni in quel di Wall Street, tende a prediligere azioni con fondamentali forti e grandi margini di cash flow: un approccio che ricorda in linea di massima la filosofia centrale di Warren Buffett, che si basa sull’acquisto di società di alta qualità con orizzonti di lungo periodo.
I titoli su cui sta puntando sono diversi e spaziano dai settori tech, passando per il cloud, fino al mondo dei pagamenti e dei mercati finanziari, con 6 nuove scommesse introdotte di recente.
Tra i nomi con più peso all’interno del portafoglio di Pershing Square troviamo soprattutto: Microsoft, Meta, Amazon, Uber, Netflix, Visa, Mastercard, Brookfield, Restaurant Brands e Intercontinental Exchange. In media, il paniere di titoli selezionato da Ackman, vede i propri utili crescere del 20% su base annua e viene negoziato con un multiplo pari a 20 sugli utili attesi.
Il suo punto di vista sugli hyperscaler
Nel documento emerge anche un’interessante prospettiva sul tema dell’intelligenza artificiale e degli hyperscaler, che arriva tra l’altro in un momento particolarmente difficile per i mercati, con i timori sullo scoppio della bolla AI sempre più insistenti da parte degli investitori.
Nel dettaglio, Ackman sostiene che le paure sulle possibili future difficoltà di queste società nel trovare finanziamenti per costruire data center sempre più competitivi riguardino solo gli attori più piccoli.
Non andrebbero quindi confusi gli evidenti problemi sul comparto dei neocloud con la solidità di aziende come Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta, che, nonostante le recenti turbolenze sui mercati, operano con quasi zero debito netto e autofinanziano la maggior parte del capex con i propri flussi di cassa. Gli stessi titoli presentano anche stime molto positive per i prossimi anni da parte degli analisti.

Questo giudizio suona come una rassicurazione sulla tenuta finanziaria dei big, che si traduce anche in un enorme vantaggio competitivo in un momento storico in cui le piccole aziende hanno difficoltà nel trovare capitali, energia e chip senza fare eccessivo ricorso al debito.
In tal senso, i più grandi hyperscaler possono dunque, almeno secondo Ackman, vivere sonni tranquilli finché la costruzione dei data center si fa sempre più difficile per gli altri.
Bill Ackman è bullish su ICE, ma è scettico sui futures di Hyperliquid
Il fondatore di Pershing Square si è espresso in modo indiretto anche su Hyperliquid, mettendo in mostra tutta la sua perplessità sulla possibilità che i contratti perpetual futures vengano effettivamente utilizzati dagli attori istituzionali. Sembrerebbe apparentemente un controsenso, visto che la sua stessa società ha investito di recente in ICE, la quale a sua volta ha appena stretto un accordo con TradeXYZ per portare Hyperliquid a Wall Street.
Ackman spiega di essere ottimista sulla capacità di Intercontinental Exchange di portare ordine in un mercato ancora oggi poco regolamentato, quello dei perp, e definisce l’ultima partnership con TradeXYZ come complementare al business istituzionale già esistente.
Nel Q2 lo stesso imprenditore sottostimava la possibilità che i perp riducessero la quota di mercato delle Borse gestite da ICE, tanto da aver acquistato il titolo poiché considerato sottovalutato rispetto alle sue potenzialità.
Allo stesso tempo però, Ackman considera gli stessi contratti di Hyperliquid come un veicolo di speculazione rivolto soprattutto ai retail che desiderano operare con l’uso della leva finanziaria. In un certo senso, dunque, l’investitore appare meno entusiasta di questo passaggio rispetto ad altri personaggi di spicco del mondo TradFi, come ad esempio Stanley Druckenmiller, che ha addirittura investito in TradeXYZ.
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