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The Sandbox: 50% licenziamenti per top metaverse crypto. E ora?

Cambio di programma da The Sandbox, che mollerà anche il focus sul metaverse, secondo The Big Whale.

11:11 • Aggiornato 28/08/2025

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Non tutto il mondo crypto si sta godendo il cambio di atteggiamento da parte degli USA e – a cascata – di tante altre giurisdizioni. Il tema metaverse è rimasto largamente ai margini di questa parte del ciclo e anche i protocolli più solidi ne stanno risentendo. Animoca Brands, secondo un’indagine di The Big Whale (qui dietro paywall), avrebbe avviato un piano di licenziamenti di circa il 50% dei dipendenti. Sarebbero stati rimossi inoltre da ruoli esecutivi i fondatori Arthur Madrid e Sébastien Borget, che però dovrebbero rappresentare comunque l’immagine dell’azienda nel futuro.

La mossa arriva dopo una forte riduzione di una base di utenti già non eccellente – nel tentativo da parte di Animoca Brands di rivitalizzare il protocollo e renderlo economicamente sostenibile. La notizia non ha avuto grande impatto sul valore del token, che sta seguendo i modesti rialzi del comparto di oggi.

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The Sandbox: arriva la scossa

The Sandbox è il più rappresentativo dei metaverse crypto dello scorso ciclo. È però un lontano ricordo il prezzo raggiunto alla fine del 2021, quando un singolo SAND0,0408 $▲ +1,52% era arrivato a valere 6,9$. Oggi viene scambiato a 0,28$, anche se non sarebbe questa la preoccupazione principale che ha portato a un importante round di licenziamenti.

Si tratterebbe di circa il 50% della forza lavoro, con conseguente chiusura degli uffici in Turchia, Thailandia, Corea del Sud, Argentina, Uruguay e anche Francia.

  • Mai più metaverse?

Oltre alla rimozione dei due co-fondatori da ruoli immediatamente esecutivi, ci sarà anche una sorta di ritirata dal metaverse, con il progetto che inizierà a focalizzarsi su progetti Web3 scegliendo, afferma la stessa indagine, sul network Base.

Non tutte le ciambelle riescono col buco

Il mondo crypto è stato anche mondo di sperimentazioni, di trend inventati e poi seguiti in massa anche da investitori istituzionali. Di progetti partiti con il turbo e che poi hanno incontrato difficoltà importanti a continuare nella crescita.

Il settore metaverse è forse il più emblematico di questi tentativi: mentre Facebook cambiava nome in Meta, tanti progetti di questo tipo finirono per raggiungere delle quotazioni stratosferiche, pur se a fronte di una partecipazione relativamente scarsa di giocatori.

Nodi che, dopo vendite di terreni per cifre stellari, e dopo l’arrivo anche di tanti top brand a popolare questi universi virtuali, sono tutti inevitabilmente venuti al pettine.

Un’altra testimonianza del fatto che non si fa sempre bene a seguire investitori quadrati e che svolgono (o dovrebbero svolgere) una due diligente prima di investire denaro.

Vedremo se il piano di Animoca Brands funzionerà e se ci si potrà dimenticare della vocazione un tempo metaverse di un brand che inizierà a fare altro.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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