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Corea del Sud copia gli USA: sulle crypto e Bitcoin arriva il primo STOP

Stop alle leggi sulle crypto in Corea del Sud: è scontro per le stablecoin.

Anche in Corea del Sud stop per le leggi che dovrebbero normare il mercato delle criptovalute. La notizia arriva da TechInAsia, che parla di uno stop dovuto a controversie sulla modalità di regolamentazione delle stablecoin, emulando un po’ quanto sta avvenendo in Europa e negli USA in termini di centralità del tema. Una situazione complessivamente difficile – che rinvierà il più ampio tentativo di regolamentazione di questa categoria di asset anche a Seul.

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Niente discussione finale dunque in gennaio, con le nuove tempistiche che sono ancora incerte, suscitando anche polemiche tra i player del settore, in un Paese dove soprattutto le operazioni di trading speculativo fanno registrare volumi molto importanti.

Chi emetterà le stablecoin?

Il nodo principale della questione sembra essere tutto qui, ovvero nell’individuazione dei soggetti che dovrebbero essere autorizzati a emettere stablecoin ancorati alla divisa nazionale, il won. Le fazioni sono due: c’è chi ritiene che sia opportuno offrire un’opportunità del genere soltanto alle banche e chi invece vorrebbe ridurre la distanza che separa gli istituti finanziari classici da quelli crypto.

Una discussione che indirizzerà l’intero funzionamento del mercato crypto in Corea del Sud e che probabilmente si risolverà, questo sembrerebbe essere l’indirizzo maggiormente sostenuto, all’interno delle banche.

La discussione rimanda anche l’arrivo degli ETF

Lo stop alle discussioni più ampie sul mondo crypto rallenterà anche l’arrivo degli ETF spot in Corea del Sud, per una delle questioni sulle quali si sono create maggiori aspettative tra gli investitori. Nel momento in cui scriviamo gli ETF spot sono attivi non solo negli USA, ma anche in Europa (in realtà da prima che siano disponibili a New York) e anche in Brasile, per citare i paesi che maggiormente vi fanno ricorso.

In Lontano Oriente il 2026 dovrebbe essere l’anno giusto, con gli ETF che sono pronti a sbarcare anche alla borsa di Tokyo, almeno sulle principali criptovalute per capitalizzazione di mercato.

La Corea del Sud invece dovrà probabilmente aspettare, per quello che è uno dei momenti più difficili del passaggio di una legge che attendevano in tanti e che almeno nella sua attuale forma in tanti hanno ritenuto essere eccessivamente restrittiva.

La Corea del Sud è e rimarrà comunque uno dei mercati più importanti per le criptovalute, soprattutto in termini di volumi e anche sulle altcoin a bassa capitalizzazione.

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