Donald Trump ha annunciato la creazione di una stockpile, una riserva di minerali dal controvalore iniziale di 12 miliardi di dollari. È una notizia che arriva a conferma di un sempre maggiore attivismo del governo degli Stati Uniti all’interno di settori che ritiene strategici per la sicurezza (economica e non) degli States. Curioso che la prima volta che si è parlato negli States di stockpile e riserva strategica, il tema era quello delle criptovalute.
Avevamo anticipato un sempre maggiore intervento del governo USA in settori strategici già settimane fa sul nostro canale Telegram VIP – dove offriamo insight molto prima che si muovano i mercati.
Più che una notizia una conferma
Mancano ancora dettagli operativi, ma l’annuncio c’è. Donald Trump lancia una riserva di minerali ritenuti critici e che sono – questo è sottinteso – quasi tutti dipendenti dalla Cina. Una mossa che in realtà era stata fatta intendere già settimane fa, e che arriva dopo una lunga serie di investimenti in settori ritenuti di interesse per gli USA. Basti pensare all’investimento in Intel, o anche – per tornare al tema principale di cui si occupa il nostro giornale – della promessa di creare una riserva strategica in Bitcoin e una stockpile in altre crypto.
- Per chi segue l’azionario o il mercato delle materie prime
Per quanto manchino ancora degli annunci ufficiali in questo senso, è chiaro che gli USA (o meglio, l’attuale governo) non vogliano limitare l’interventismo economico anche per il futuro. Sarà difficile forse individuare in anticipo quali saranno i settori di interesse, ma è chiaro che il governo attuale guidato da Donald Trump ritenga energia e terre rare due comparti sui quali intervenire.
Questo al fine di allinearsi con un’idea di sicurezza che fa sempre di più rima con l’autarchia e con il dipendere il meno possibile da altri paesi, soprattutto se non allineati a Washington.
Che fine ha fatto la riserva di Bitcoin e crypto?
Per quanto riguarda Bitcoin, si sta procedendo per ora con il detenere i $BTC che il governo federale detiene principalmente in seguito a sequestri. Difficilmente si riuscirà a procedere in tempi brevi con acquisti che pur erano stati fatti intendere durante la campagna elettorale.
Per le altre crypto, le cose (complici anche lobbisti che non si sono comportati granché bene) sembrerebbero essere più difficili. L’apparente disimpegno politico per le crypto, almeno alla Casa Bianca, sembrerebbe inoltre essere uno dei motivi del calo del sentiment sulle piazze.
Oggi però sarà una giornata importante, perché ci sarà un incontro che potrà rimettere in carreggiata le leggi crypto che sono arrivate a un punto morto. E si tratterebbe di una delle notizie più bullish di sempre per il comparto.
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