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Correlazione oro e Bitcoin tocca livello CRITICO: metriche PAXG spiegano perché BTC sta scendendo

Relazione difficile sui mercati tra oro e Bitcoin: arriva però qualche segnale interessante da PAXG.

La price action dell’oro è in calo del -12% circa dai massimi registrati la scorsa settimana, con Bitcoin che accompagna anch’esso con una notevole contrazione del -13% nello stesso arco temporale. La correlazione tra i due asset ha toccato un valore molto importante, che in diverse occasioni in passato ha segnalato un risvolto importante per la direzione dei prezzi di BTC.

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È evidentemente una convivenza complessa quella tra oro fisico ed oro digitale, con entrambi i beni rifugio che stanno affrontando un periodo storico più unico che raro sul fronte macro e delle tensioni geopolitiche. Dalla versione tokenizzata della controparte fisica però, ossia PAXG, emergono delle metriche interessanti che ci aiutano a capire il perché di questa fase di debolezza nei prezzi di BTC e nel comparto crypto. Approfondiamo la questione di seguito.

Correlazione tra oro e Bitcoin: possibile svolta per i prezzi della criptovaluta

Anche i meno attenti si saranno accorti che ci troviamo, oggettivamente, in una fase del tutto atipica sul fronte macro e geopolitico, che con molta probabilità verrà studiata nei libri di storia economica nei nostri posteri. Bitcoin ed oro da sempre si muovono secondo logiche complesse, alternando fasi di forte correlazione ad altre in cui la relazione tra i due asset tende a indebolirsi sensibilmente. Ora però, sembra che siamo giunti ad un interessante punto di svolta.

Lo diciamo perché la loro correlazione a 90 giorni pare aver toccato un minimo importante dopo una lunga fase distributiva ai danni di Bitcoin. Infatti, guardando alla metriche Glassnode (riga rossa), ci accorgiamo che da luglio 2025, periodo in cui BTC era negoziato vicino ai massimi storici, la sua price action si è completamente distaccata da quella dell’oro: la criptovaluta ha perso circa il -33%, mentre il safe haven per eccellenza ha guadagnato poco meno del +50%.

La cosa interessante, e che ci fa pensare che possa iniziare qualche stimolo nuovo sui mercati da qui in avanti, è che la correlazione ha raggiunto il 30 dicembre 2025 il minimo a -0.66, valore replicato solo in determinate occasioni nel passato, da cui la maggior parte delle volte è partito un impulso bullish per Bitcoin. Da inizio anno, i due asset sono tornati parzialmente ad allinearsi, ma con performance, per il momento, in entrambi i casi parecchio bearish.

Correlazione Oro Bitcoin
Correlazione 90 giorni Oro BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Rotazione: la liquidità nelle piazze dell’oro confluirà su Bitcoin?

Circola da giorni questa teoria, secondo cui molta liquidità attualmente attiva sulle borse di trading relative all’oro confluirà su quelle di Bitcoin non appena terminerà la corsa della principale materia prima. In altre parole, si pensa che quando si allenteranno le tensioni geopolitiche, molti investitori decideranno di passare a mercati più risk-on, tra cui quelli crypto.

Chi vi scrive in questo momento è però altamente titubante su questa relazione: non tanto sul fatto che tale liquidità non potrà giungere su Bitcoin, quanto piuttosto sui tempi e sulle modalità della rotazione dei capitali. Siamo già infatti a valori molto bassi in termini di correlazione, e non è detto che un dump dell’oro provocherà necessariamente un pump di BTC.

Molti traders sono già rimasti scottati venerdì scorso perché si aspettavano che un sell-off dell’oro avrebbe spinto un rally della criptovaluta, cosa che invece non si è materializzata. La rotazione avverrà, ma in modo probabilmente lento e difficilmente leggibile nelle dinamiche di breve periodo, soprattutto finchè l’outlook macro resterà così complesso e poco prevedibile.

Metriche PAXG spiegano tante cose sul momentum di Bitcoin

Per chi non lo sapesse PAXG è un asset tokenizzato che replica l’andamento dell’oro, con il suo emittente Paxos che detiene riserve in oro proporzionate alla capitalizzazione della moneta. Determinati operatori istituzionali possono mintare nuove unità di PAXG, depositando un controvalore in oro fisico all’azienda, in modo praticamente identico a come avviene per gli issuer di stablecoin.

Vi facciamo notare a tal proposito come secondo i dati di Token Terminal, la scorsa settimana si sia registrato il valore più alto di mints nella storia dell’asset, con un controvalore di +$175 milioni di nuovi PAXG emessi. Il numero, in termini di valore assoluto, è irrilevante, ma ciò che ci interessa è osservare come l’attenzione del mercato e la richiesta di nuovi token sia praticamente ai massimi storici.

PAXG mint monete
Nuovi mints PAXGFonte dati: https://tokenterminal.com

Questo scenario spiega in parte come ci sia una crescente preferenza, almeno nel breve periodo, per strumenti percepiti come più difensivi, anche all’interno dell’ecosistema crypto, in linea anche a come avviene su altri mercati più professionali. Il “problema” per Bitcoin, se così lo vogliamo chiamare, è che al momento c’è poca volontà da parte degli investitori di assumere esposizione diretta su strumenti più a rischio.

Ci sarebbe poi da discutere sull’etichetta di “bene rifugio” attribuita all’oro, che nonostante vanti uno storico di tutto rispetto, negli ultimi mesi sta dando prova della sua natura potenzialmente volatile e quindi in un certo senso paragonabile a quella di Bitcoin, ma questa è tutta un’altra storia che non affronteremo in questa sede.

PAXG: anche i volumi sono ai massimi

L’ennesima prova del fatto che in questo momento gli investitori sono ancora focalizzati su asset difensivi come l’oro, anche e soprattutto nel mondo crypto, arriva dall’andamento dei volumi di trasferimento che coinvolgono PAXG. Esattamente come per i nuovi mints, anche gli scambi on-chain della versione tokenizzata hanno toccato un record storico a $2,6 miliardi la scorsa settimana.

Il dato è particolarmente significativo perché mostra proprio una certa urgenza nel riposizionamento degli investitori, che cercano di spostarsi sul comparto delle commodities. Non è in realtà soltanto PAXG ad interessare i più cinici, ma più in generale tutti i mercati dove si possono negoziare, anche in leva, prodotti relativi ad oro, argento, uranio e rame, come ad esempio le piazze HIP-3 di Hyperliquid.

Volume trasferimento PAXG
Volume trasferimento PAXGFonte dati: https://tokenterminal.com

Aggiungiamo che gli holders di PAXG sono praticamente raddoppiati dallo scorso anno, passando da 35.000 utenti a più di 75.000. Tutte metriche che aiutano a capire come la narrativa sia concentrata su questo versante dell’oro, e che sono oltretutto molto similari a quelle registrate su XAUT, altra versione tokenizzata della materia prima, su cui troviamo anche delle venue di scambio più liquide.

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