L’ipotesi è suggestiva, come sanno esserlo soltanto quelle che arrivano dopo che i fatti si siano compiuti. A parlare è Matt Hougan, CIO di Bitwise, e parla della possibilità che sin da gennaio 2025 abbiamo affrontato un crypto inverno – o per dirla in altro modo, un bear market. Bear market che sarebbe stato mascherato almeno in parte dagli afflussi, consistenti, di capitali istituzionali. La buona notizia? Dovremmo essere più vicini alla fine che all’inizio di questo periodo… freddo.
I numeri tornano? Dipende dai punti di vista. Ok che ci sono stati importanti inflow, sia dagli ETF sia da player come le DAT (Strategy, Bitmine, ma non solo). Ma è altrettanto vero che durante questo supposto crypto inverno abbiamo fissato dei nuovi massimi, almeno per Bitcoin.
La teoria inviata ai clienti
Voglio dire qualcosa di ovvio perché credo che ti aiuterà a navigare con profitto i prossimi mesi: siamo in un crypto inverno molto rigido. Non vedo molte persone parlarne online o sui media mainstream, ma è inequivocabilmente vero. Bitcoin è sotto del 39% rispetto ai massimi di ottobre 2025. Ethereum è giù del 53% e molti altri asset crypto stanno facendo peggio.
Così si apre una relativamente lunga lettera-commento che Matt Hougan, Bitwise, ha inviato ai propri clienti e che può essere letta qui nella sua interezza.
Riconoscerlo e accettarlo mi ha restituito una grande chiarezza.
Di analisi però ce ne sono relativamente poche, se non quella che riporta l’andamento dei ritorni delle principali crypto (scelte invero con un criterio che non abbiamo compreso).
- Gruppo 1: BTC, ETH, XRP – che nel corso del 2025 hanno avuto un andamento più o meno ok, con perdite tra il 10,3% e il 19,99%
- Gruppo 2: con SOL, LTC e LINK, che hanno riportato perdite tra il 36,9% e il 46,2%.
- Gruppo 3: con ADA, AVAX, SUI, DOT, che invece hanno riportato perdite tra il 61,9% e il 74,7%.
La conclusione? Sono numeri da bear market, con il primo gruppo che si sarebbe giovato, rispetto agli altri, di afflussi dagli ETF e delle DAT. Cosa che è certamente vera per Bitcoin e Ethereum e forse un po’ meno per $XRP, che deve la buona performance per almeno una parte del 2025, aggiungiamo noi, principalmente al fatto che in diversi ritenevano che fosse quella più solida in seguito all’elezione di Donald Trump, anche per precedenti problemi legali con SEC.
La buona novella
La buona notizia è che dopo il momento più buio la luce non può che aumentare. Ci sono diversi aspetti, a nostro avviso correttamente segnalati da Matt Hougan, che lasciano intendere che ci siano delle basi solide per ripartire.
Dalla già citata adozione istituzionale, passando per la regolamentazione, e per finire sulle stablecoin e la tokenizzazione. Trend che, al contrario di quelli degli anni precedenti, aggiungiamo di nuovo noi, sembrerebbero avere delle basi concrete.
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