Oro e argento tornano a correre dopo una correzione che era apparsa, almeno per la seconda parte, più tecnica (in termini di struttura dei mercati) che fondamentale. L’argento scambia intorno a quota 87,5$ e l’oro invece intorno ai 4.920$, guadagnando rispettivamente l’11% e il 5,7% rispetto a 24 ore fa. È il ritorno, ancora una volta prepotente, degli asset ritenuti rifugio sicuro, in un momento che però – almeno in borsa – continua a sembrare relativamente tranquillo. Anzi, gli ottimi risultati di Palantir sembrano essere carburante sufficiente per un’apertura di Wall Street molto interessante. Bitcoin e crypto statiche invece sulle 24 ore, con qualche rara eccezione.
Una performance dunque molto interessante e che ha chiuso una parte della correzione che è partita venerdì, ha poi spinto CME a richiedere margini più alti ed è continuata lunedì, proprio in virtù di un cambio tecnico che però impatta in modo significativo sulle operazioni di chi è a leva.
Una giornata scoppiettante: è tornato il debasement trade?
Dipende dai punti di vista. In realtà lo stato del mercato dei bond USA è di calma piatta, non segnalando alcun tipo di stress, per quanto si sia passati dal 4,00% di rendimenti sul secondario di dicembre agli attuali 4,29%. Niente comunque di eccessivamente preoccupante, o almeno non al punto tale da giustificare la corsa dell’oro, che con ogni probabilità sta semplicemente recuperando da un calo tecnico e in parte rafforzato dalle nuove regole del CME sui margini.
Bene, anzi meglio, anche l’argento, che si conferma in questa fase di mercato una sorta di oro a leva.
- Miran non vuole cambiare idea
Tra le poche notizie interessanti (ma certamente non sorprendenti) della settimana c’è la dichiarazione di Stephen Miran, del board di Federal Reserve, che ha detto che vorrebbe tagli per circa 1 punto percentuale ai tassi di interesse negli USA. Non sorprendente perché in realtà Miran è il più vicino alle posizioni della Casa Bianca sul tema. Posizioni che però saranno irricevibili anche dopo l’addio di Jerome Powell, che sarà sostituito (a meno di clamorose sorprese) da Kevin Warsh a partire da maggio.
Bene tech, crypto e Bitcoin ferme al palo
Le ottime trimestrali di Palantir sembrerebbero aver offerto carburante ad una discreta corsa del settore tech, anche se ancora in pre-market nel momento in cui scriviamo. Serviranno conferme importanti da parte dei mercati per quella che potrebbe essere una settimana interessante, anche grazie all’assenza di dati macro di grande impatto.
Bitcoin e crypto rimangono al palo, in una fase di mercato che Matt Hougan ha definito come invernale, ovvero di forza ribassista se non fosse stato, per una parte del 2025, per gli afflussi di denaro istituzionale. Ad ogni modo, dopo quasi 4 mesi da incubo dal 10 ottobre, sarà forse il caso di avere segnali più chiari prima di celebrare funerali.
Gli ETF su Bitcoin hanno mandato però buoni segnali già da ieri. Chissà se oggi non sia la giornata della consacrazione per un ritorno alla normalità per questi prodotti.
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