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ETHEREUM BITMINE

6 miliardi di perdite e non sentirli: Tom Lee critica i… critici e spiega come funziona BitMine

Tom Lee, che è il CEO di Bitmine (società che ha investito ~15 miliardi di dollari in Ethereum) rispedisce al mittente le accuse, che stanno montando sui social dopo che il gruppo ha accumulato perdite (non realizzate) per circa 6 miliardi di dollari. Scherni che hanno sollecitato la risposta del diretto interessato, che è apparso sempre più convinto della sua posizione.

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Tom Lee è piuttosto chiaro nella sua visione delle cose: Bitmine è una società che replica il prezzo di $ETH e che dunque non può che incassare delle sonore perdite quando questo asset perde valore sui mercati. Al contrario – lo avrebbe spiegato anche Jacques de La Palice – quando le cose vanno bene tendono ad andare… meglio.

La (dura) risposta di Tom Lee

Per quanto sia composto come al solito, è chiaro che Tom Lee non abbia preso benissimo la pioggia di critiche che arriva principalmente da X.

Questi Tweet non comprendono il punto fondamentale di una Ethereum Treasury: BitMine è progettata per seguire il prezzo di $ETH; ha performance migliori quando ETH va su, Ethereum ora sta andando giù. BitMine vedrà perdite “non realizzate” sulle sue detenzioni di ETH durante questi periodi. Non è un bug, è una funzionalità. Dovremmo accusare gli ETF per le loro perdite?

E ha poi aggiunto, con una certa convinzione:

Ethereum è il futuro della finanza.

Oggettivamente il discorso fila: BitMine non è una gestione attiva (o meglio, lo è minimamente, dato che ha qualche investimento altrove, nell’ordine di poche centinaia di milioni di dollari) e contestarne l’andamento mentre Ethereum si trova in una fase piuttosto complicata della sua esistenza, non è forse la cosa più intelligente da fare.

Il problema del mNAV

Rimane il problema del cosiddetto mNAV, una metrica inventata di sana pianta dalle DAT – le società che investono in crypto come attività principale o unica – ovvero il rapporto tra il valore delle azioni e quello delle crypto che hanno in cassa.

L’hanno utilizzata quando le azioni valevano un multiplo delle detenzioni crypto, quasi a giustificare la bontà delle loro azioni. Ora che le azioni valgono meno di crypto che hanno perso tanto, se ne parla sempre meno. Segno questo forse che un po’ di narrativa per gonzi ha fatto comodo a un certo punto dello sviluppo di queste società. E forse oltre che a chiederne conto a Tom Lee e agli altri, sarà il caso anche di chiederne conto a tanti influencer e turisti del funzionamento dei mercati.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
52 secondi fa

nonostante la bontà dei progetti per ora si basa tutto sul tasso di adozione.