Bitcoin si trova in una fase estremamente delicata: da quando il suo prezzo ha rotto al ribasso il supporto degli $84.000, il mercato sembra aver perso completamente fiducia. Non c’è stato verso di innescare un rimbalzo degno di nota, né di vedere una reazione concreta da parte dei compratori. Ora le cose si fanno difficili per la criptovaluta.
I dati on-chain segnalano il rischio di una possibile capitolazione qualora le quotazioni dovessero rimanere a lungo impantanate su questi livelli. Traders e investitori stanno infatti soffrendo grosse perdite sui propri portafogli, e potrebbero decidere di alzare bandiera bianca nelle prossime sessioni, alimentando ulteriormente la pressione in vendita e creando un precedente per l’ennesimo crollo del settore crypto.
Bitcoin ancora molto debole
Guardando brevemente all’outlook dei derivati, capiamo subito quanto il quadro sia difficoltoso per il prezzo di Bitcoin. L’ultima leg down ha scatenato una contrazione dell’open interest, accompagnata da un volume taker sell particolarmente aggressivo che si è scagliato sul book di Binance e delle varie piazze di trading futures.
Non sembra esserci reazione da parte della domanda, con la moneta che resta incastrata ai minimi degli ultimi 10 mesi, senza nessun catalizzatore all’orizzonte che possa ravvivare i tori. Vediamo solamente un funding rate aggregato che durante la sessione del 1° febbraio è riuscito a rimbalzare dal territorio negativo, evidenziando come ci sia ancora, nonostante tutto, una richiesta di leva long da parte del mercato.
Notiamo anche come i prezzi si trovino attualmente in un’area di bassa accettazione dal punto di vista volumetrico (LVN), ossia una zona dove in passato si sono concentrati pochi scambi. Ciò significa che da qui Bitcoin potrebbe muoversi con molta rapidità, sia al rialzo che al ribasso. La zona che fa più da calamita in quest’ottica è quella dei $90.000, ma come dicevamo poc’anzi, mancano le condizioni strutturali lato domanda per poter parlare di potenziale rally.

Rapporto profitti perdite realizzate su Bitcoin si avvicina ad un livello critico
Un buon analista sa quanto sia importante guardare non solo la price action (o il footprint nei TF più bassi), ma anche lo stato di salute ed il comportamento dei vari investitori che formano il mercato. Al momento il rapporto tra profitto e perdite realizzate su Bitcoin, calcolando una media a 90 giorni, sta per scendere su un valore particolarmente pericoloso, che potrebbe anticipare un prossimo dump.
In particolare, storicamente quando il rapporto tra coins movimentate in profitto e coins spostate in perdita rompe il livello 1, si registra tendenzialmente una situazione di stress per la moneta. Questo perché, con la maggior parte delle transazioni che vengono effettuate in territorio negativo, nel mercato inizia a diffondersi un sentiment di disfatta che aumenta sensibilmente il rischio di capitolazione e vendite forzate
Da notare come abbiamo ormai ampiamente rotto al ribasso l’equilibrio che si era formato nei minimi di settembre 2024 ed aprile 2025. Ciò suggerisce che al momento l’outlook appare decisamente più complesso rispetto a quelle correzioni temporanee, e non è più assimilabile ad una pausa del trend.

Perdite e profitti non ancora realizzati su Bitcoin
Molto importante anche guardare alla situazione inerenti ai profitti e perdite non ancora registrati, ovvero il rapporto tra il prezzo attuale di Bitcoin e il prezzo medio di carico delle monete in circolazione. Questa lettura ci permette di valutare se il mercato si trova in una fase di comfort o di sofferenza, e di poter anticipare determinati pattern storici.
Nell’analisi on-chain, per questo tipo di indicazione si utilizza il Net Unrealized Profit Loss, che funge come una sorta di termometro per il sentiment. Prendiamo però una sua variante che elimina dal calcolo le coins considerate inattive o perse, per avere una stima più veritiera del quadro generale. Ebbene, in modo simile a quanto visto sopra, anche qui ci stiamo avvicinando ad un livello ad alto rischio capitolazione.
In passato, ogni volta che il NUPL è sceso sotto il livello 0.1, abbiamo assistito a grosse accelerazioni al ribasso del prezzo, dovute proprio al fatto che la maggior parte degli investitori iniziavano a non riuscire più a sostenere il drawdown, e finivano per vendere in perdita.

Grandi inflow di coins su exchange: la domanda deve reagire
Aggiungiamo anche che negli ultimi giorni abbiamo toccato i valori grezzi di inflow di Bitcoin su CEX più alti da luglio 2024, in uno scenario che evidenzia una forte spinta da parte dell’offerta sui mercati. Anche guardando alla media a 7 giorni, è evidente che in questo momento ci siano inflow pesanti sugli exchange, che complicano la price action della criptovaluta.
Ricordiamo che alti valori di inflow di BTC sono da associarsi a monete che verranno verosimilmente vendute, mentre gli outflow si configurano come potenzialmente acquisti da accumulazione.

La domanda deve assolutamente tornare a farsi sentire se non vogliamo che Bitcoin registri un altro sell-off del proprio prezzo, sancendo definitivamente l’ingresso in bear market. Non abbiamo, come detto sopra, grossi catalizzatori nel breve periodo, ma sappiamo quanto questo mercato possa essere talvolta imprevedibile. Non ci resta che aspettare e sperare… o correre ai ripari. Ma questo dovete essere voi a stabilirlo, in base alla vostra strategia e gestione del rischio.
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la miglior cosa da fare è non fare niente si diceva un tempo ma sembra che pochi seguano questa regola. Io acquisto a ogni ribasso anche se non ci sono i presupposti per vedere il BItcoin risalire nel medio breve periodo più facile che scenda ancora ed è probabile che lo rivedremo vicino ai 25 30.000 dollari e non è detto che questo sia il suo futuro bottom. Come già detto rivedremo un significativo bull market non prima della fine del 2027. Non seguite le previsioni dei vari guru di turno che prevedono il BItcoin a 200.000 dollari o più alla fine del 2026 altrimenti vi trovereste a dover vendere la casa per pagare gli indovini ma non uscite neppure dal mercato.
Esattamente… aggiungerei… che a pensare male di fa peccato ma ci si prende quasi sempre… i veri padroni del mondo (banche ecc)… odiano Bitcoin perché odiano la nostra libertà… (con Bitcoin noi siamo fuori dal loro controllo)… e questa discesa tipo meteorite (penso figlia dei cd veri padroni del mondo)… è perché vogliono bastonarci ben bene … non vendere… non vendere … restare immobili….salvo bisogni personali… eventualmente acquistare ogni 5/10% di discesa… Tenere duro… non mollare !!!!
R.