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Sherman contro

Guerra crypto al Senato: il Tesoro USA risponde per le rime al senatore anti Bitcoin

Scherni, che poi in genere finiscono sempre per ritornare. La situazione al senato USA.

La situazione è grave, ma non è seria. Oggi, durante un’audizione congressuale, Scott Bessent del Tesoro USA ha dovuto ribadire che il Tesoro USA non ha alcun potere per acquistare Bitcoin. Una risposta che arriva alla perversa domanda di una vecchia conoscenza del comparto, ovvero il senatore Sherman, da sempre acerrimo nemico di Bitcoin e di tutto ciò che rappresenta.

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La risposta – laconica ma scontata – di Bessent ha probabilmente contribuito ad una parte della corsa al ribasso, con i mercati tesi come una corda di violino e che sono pronti a reagire a tutto, anche all’inutilità di certe dichiarazioni.

Cos’è successo davvero?

Il senatore Bradley James Sherman, in un’audizione che parlava di tutt’altro, ha deciso di prendersi una rivincita contro Bitcoin. Il senatore californiano ha infatti chiesto se il Tesoro potesse intervenire per salvare Bitcoin, probabilmente riferendosi alla situazione del prezzo, che vede Bitcoin combattere per rimanere sopra i 70.000$. Riso che abbonda sulle bocche di chi dovreste sapere, e che però ha innescato una risposta seria da parte del Segretario del Tesoro USA, Scott Bessent.

Bessent ha affermato che il Tesoro USA non ha alcun potere di salvare Bitcoin, dato che non può spendere denaro pubblico per acquistarlo.

Fine del siparietto e della commedia, se non fosse che ci sono altri dettagli sul personaggio, che forse avrete dimenticato.

Ebbe infatti a dire soltanto pochi mesi fa che:

Le criptovalute hanno il supporto politico di patrioti anarchici che sostengono l’evasione fiscale. Spero di farle chiudere per sempre.

Non contento, anche sul suo account X ha pubblicato diversi attacchi al comparto, tra i quali questo è forse il più famoso di tutti:

Puoi fare soldi e danneggiare il tuo Paese allo stesso tempo – o forse alcuni membri del Congresso applaudiranno ai tuoi sforzi. Questo è il quadro completo: Bitcoin non è soltanto per i narcotrafficanti, ma anche per gli evasori fiscali.

Al contrario delle banche, Bitcoin non ha bisogno di essere salvato

Rimane poi il fatto che da quando esiste Bitcoin ci sono stati innumerevoli salvataggi bancari e zero per Bitcoin, che non li ha mai chiesti e tanto meno ottenuti.

Si potrà essere forse più poveri, ma sempre con la schiena dritta. Cosa che forse non si può dire di tutti quelli che hanno donato per le sue campagne elettorali.

Per il resto, Bitcoin è più che abituato al ritorno sui teleschermi di chi deve poi sopportarne il successo per il grosso del tempo. Finiremo per superare anche questa.

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