Ieri si è registrato un altro giorno di profondo bear market per il mercato crypto, con il ribasso di Bitcoin che ha segnato un -3,44% ed Ethereum un -3,83%. Ribassi che presi singolarmente non sono eccessivi, ma il problema è che questo trend sta durando ormai da tre settimane. Da inizio 2026 BTC registra –19,28% mentre ETH segna -29%.
Un crash del mercato crypto su spinta delle Big Tech
Il movimento ribassista è stato indotto nuovamente da fattori esterni al mondo cripto e dal calo del Nasdaq e dello S&P 500. Cali per entrambi comunque contenuti, rispettivamente nel -1,78% e -0,51%.

Correzione significativa per gli indici, ma più contenuta rispetto alle forti vendite viste su singoli titoli. Il quadro generale riflette una fase di rotazione settoriale, con l’uscita parziale dai titoli tecnologici più esposti ai temi dell’intelligenza artificiale e della spesa in infrastrutture.
Tecnologia sotto pressione e caso Alphabet
Alphabet (Google) è stata al centro delle vendite dopo aver annunciato investimenti record per il 2026 sull’AI, giudicati eccessivi dal mercato rispetto ai ritorni attesi nel breve periodo. Il calo di $GOOGL, dopo il rilascio dei dati, nel post-market segnava un -6% e contribuisce a deteriorare il sentiment sull’intero settore.

AMD e Big Tech in calo
Già AMD il giorno precedente aveva evidenziato la debolezza del listino con un crollo a doppia cifra (-17,30%), nonostante risultati trimestrali solidi. Il mercato ha punito valutazioni elevate e sensibilità estrema al ciclo AI. Anche Meta (-3,3%), Amazon (-2,36%) e Tesla (-3,80%) hanno chiuso in ribasso. Microsoft ha fatto eccezione, con un +0,76% che mostra maggiore resilienza grazie alla percezione di flussi più stabili sul cloud.
Strategy e l’effetto Bitcoin
L’elefante nella stanza continua ad essere Strategy (MSTR) con una delle esposizioni più aggressive a Bitcoin nei mercati azionari con la sua Bitcoin Treasury Model.

La strategia di accumulo promossa da Michael Saylor si basa su debito e strumenti convertibili, aumentando sensibilmente la leva finanziaria.
MicroStrategy detiene circa 713.502 BTC con un prezzo medio di carico stimato intorno a 76.050$ per Bitcoin. Il premio sul NAV si è fortemente ridotto, avvicinandosi all’area di parità (1.02) segnalando un cambiamento strutturale nella valutazione di MSTR.
Possibili vendite su Strategy
Le vendite che il mercato teme oggi non sono “liquidazioni coatte” dai creditori, ma vendite di panico degli azionisti. Con il titolo MSTR che ha toccato un minimo a $121, il rischio è che istituzionali inizino a scaricare l’azione per limitare le perdite nei loro portafogli.
Non emergono rischi di liquidazioni forzate, ma il nodo centrale resta la sostenibilità del modello di finanziamento e la capacità futura di raccogliere capitale senza diluire gli azionisti.
Analisi Bitcoin e struttura di medio periodo
In allegato riportiamo un grafico monthly di Bitcoin con una view sugli ultimi quattro anni. Concentrando l’attenzione sugli ultimi mesi, l’evidenza del ribasso è chiara, con BTC che sta registrando il quinto mese consecutivo in rosso.

Il prezzo di BTC si trova infatti in prossimità dell’area di supporto dei 70.000$, livello che coincide con il 50% di ritracciamento di Fibonacci del vettore rialzista partito dai minimi di novembre 2022. Questo rende la zona particolarmente rilevante dal punto di vista tecnico.
Procedendo per step, il focus operativo deve ora spostarsi su un’area più ampia, compresa tra 63.000$ e 70.000$, da considerare come supporto fondamentale. La tenuta di questa fascia sarà determinante per valutare la capacità di BTC di assorbire pressioni correttive che a livello ciclico potrebbero durare un paio di mesi.
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