Le azioni crypto continuano a vivere un momento di difficoltà, con performance anche peggiori di quelle di Bitcoin e degli asset digitali in generale. Continua uno scarico che coinvolge tutti gli operatori del settore, anche per motivazioni diverse. Dato che in tanti ci avete scritto per comprendere la situazione su aziende che – in alcuni casi – continuano ad avere i conti in ordine – sarà il caso di commentare con una frase le motivazioni delle difficoltà di ciascuna.
Tra le peggiori c’è $MSTR di Saylor, che sta vivendo un momento molto duro sia per il prezzo di Bitcoin, sia per qualche difficoltà a raccogliere capitali da investire di nuovo in BTC. Ci sono poi altre questioni che riguardano gli exchange e i broker, che però, almeno ad avviso di chi vi scrive, sono grandemente esagerate.
Una convergenza negativa
Divideremo in tre parti le azioni crypto: DAT, ovvero le società che come scopo hanno quello di acquistare criptovalute e farci poco altro; exchange, che in genere guadagnano una parte rilevante dei loro profitti dai volumi di scambio; mining: con le società quotate che hanno avuto un 2025 da urlo e che ora pagano qualche mal di pancia anche del settore AI.
- DAT: la crisi è piena
Siamo in una spirale negativa per le DAT, anche quando gestite da chi ha una certa facilità di accesso al mercato dei capitali (Strategy, BitMine). Non solo entrambe queste società sono in rosso con i loro investimenti, ma c’è anche una certa difficoltà nell’attirare capitali.

È una spirale negativa che è speculare ai momenti invece molto bullish su questi titoli: tanto $MSTR quanto $BTMN finiscono per funzionare come un amplificatore degli entusiasmi che ci sono o mancano dal mercato crypto. Le performance da giugno sono andate a picco come il sentiment.
=> Qui trovi la guida alle azioni crypto firmata da Francesco Galella.
Sono quotati in tre, il quarto (Kraken) dovrebbe arrivare a breve. Per tutti e tre è un po’ la stessa storia: volumi elevati, ma prezzi in picchiata, e dato che i prezzi in picchiata anticipano in genere un periodo di scarsi volumi, i mercati si stanno muovendo per tempo. Non è detto però che questa teoria abbia un senso. Il ribasso c’è, è evidente, e ci sono state anche settimane prima di volumi bassi. Non è chiaro se i mercati siano effettivamente in grado di anticipare cosa sta succedendo, o meglio, cosa succederà.

Menzione a parte per Gemini, che oggi ha annunciato chiusura account per clienti europei, australiani e del Regno Unito, insieme a una forte riduzione del personale. Non appena ci saranno notizie più precise sul tema, non mancheremo di aggiornarvi anche sul nostro Canale Telegram.
Anche Coinbase merita un discorso a parte. Ha dei ricavi importanti che dipendono dal mondo stablecoin e in particolare dalla diffusione di USDC. A fronte di una riduzione di interesse per il mondo crypto è vero che anche l’emissione di nuovi USDC ha rallentato. Tuttavia, forse sarebbe il caso di valutare almeno questo titolo con occhi diversi.
Miner pagano doppia crisi Bitcoin e AI
A fronte di un 2025 che ha visto Bitcoin chiudere in negativo, i miner hanno avuto buon gioco ad espandersi sempre di più nel mondo dell’AI, che aveva offerto contratti e possibilità di espansione.

Con i mal di pancia che stanno colpendo da qualche giorno anche questo specifico settore, la ragione per la quale diverse tra le azioni del mining sono tra le peggiori dovrebbe essere evidente per tutti.
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