Chi è da tempo sui mercati sarà abituato ormai ai piagnistei di Wall Street. Basta qualche singhiozzo, qualche liquidazione, qualche scommessa andata male per supplicare l’intervento di Federal Reserve. Ed è un po’ quello che sta accadendo ora, con il ciclo di trimestrali che va a concludersi e che non è stato dei più felici, e qualche perdita su corazzate che sembravano impossibili da affondare. Salgono le quotazioni di un taglio a marzo (per quanto ancora minoritario), ed è forse il caso di iniziare a ragionare sulla possibilità che un evento del genere si verifichi.
Le quotazioni, ci dicevamo, salgono. Non è però soltanto un piagnisteo di Wall Street. Il mercato del lavoro comincia a scricchiolare – ed essendo questo il motivo principale di preoccupazione della truppa di Jerome Powell, forse uno spiraglio c’è.
Cosa sta succedendo? I numeri degli ultimi giorni non sono dei migliori
Nonostante il parziale shutdown – che ci priverà di alcuni dati che poi vedremo in febbraio – ci sono stati segnali importanti dal mercato del lavoro. I nuovi posti di lavoro arrancano, i sussidi crescono rispetto alle aspettative e ne esce nel complesso un quadro non edificante per il lavoro negli Stati Uniti. Siamo certamente lontani da un potenziale disastro, ma dato che Federal Reserve si è mossa fino ad oggi con il misurino, forse 25 punti base potrebbero essere quantomeno discussi.
Il prossimo appuntamento del FOMC – la riunione che decide su tassi e politica monetaria – è prevista per il 18 marzo. Mancano dunque ancora 40 giorni circa durante i quali potrà succedere letteralmente di tutto, ma è comunque un segnale quanto sta avvenendo sui mercati.
Gli swap su Fed Funds Rate infatti fotografano in modo piuttosto preciso quelle che sono le aspettative del mercato sui tassi futuri. E le quotazioni per un taglio si stanno muovendo in modo piuttosto rapido.
Sì, c’è una parte di piagnisteo
E a testimoniarlo c’è il movimento rapido che ha visto andare dal 9% al 23% e poi di nuovo al 18,8% nel giro di 3 giorni. Movimenti molto rapidi che potrebbero continuare a infestare mercati che non hanno mai preso bene delle correzioni e dei ribassi.
Torneremo certamente sul tema, anche allo scopo di analizzare più avanti (e più vicini alla riunione del FOMC), quando questi dati si fanno più affidabili. Per il resto, ci sarà da evitare di lasciarsi entusiasmare da movimenti repentini sì, ma che rispecchiano più lo stato di incertezza dei mercati che l’anticipazione di tagli.
Un aiuto per Bitcoin e crypto?
Dipende dai punti di vista. Una maggiore liquidità è sempre stata più che la benvenuta nel mercato delle criptovalute, così come nei mercati più generalmente risk on.
Tuttavia, difficilmente saranno 25 punti base (0,25%) a cambiare le sorti del mondo.
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