Il calo di Bitcoin degli ultimi giorni è stato il più rapido e importante per proporzioni dal bear market del 2022. La cosa non è certamente passata inosservata, tanto che questa mattina i soliti che aspettavano la debacle hanno tirato fuori le stesse analisi di 4 anni fa, hanno sostituito la data, e hanno avuto il loro quarto d’ora di apparente popolarità sui social.
Il recupero di oggi pomeriggio, al contrario, sembrerebbe però aver innescato un effetto speculare. C’è chi – senza troppi dubbi – dice a grandi linee che il bottom è stato raggiunto, ovvero il livello minimo di prezzo. O che almeno tutte le brutte notizie che avevano condizionato il mercato sono ormai priced in, ovvero non più in grado di innescare reazioni preoccupate. Tra questi, Matt Hougan di Bitwise – ultimamente molto presente su schermi e giornali anche perché il momento è quello che è – e dopo aver mancato di molto le previsioni per fine 2025, c’è comunque bisogno di farsi vedere pronti al cambiamento di vedute.
Non c’è una sola motivazione
Il documento – che troverete anche in fondo a questo approfondimento – è una della analisi che Bitwise produce per i propri clienti. Il titolo è interessante: “Perché le crypto stanno scendendo di valore e quando potrebbero fermarsi”.
Bitcoin ha perso ieri il 14% e il 25% sul settimanale. Altri asset crypto hanno seguito. E anche se Bitcoin questa mattina sta correndo al rialzo, è ancora a circa il 50% dai suoi massimi, di soli 4 mesi fa.
E ha poi indicato le tre domande che un po’ tutti ci stiamo facendo:
- Perché i mercati sono giù?
- Si potrà andare ancora più giù?
- Quando troverà un bottom e cosa può aiutarci a recuperare?
La colpa? Dei crypto investitori
Secondo Matt Hougan:
La più grande ragione è anche la più semplice: gli investitori crypto di lungo periodo hanno cercato di anticipare il ciclo dei quattro anni, vendendo.
E quindi in realtà sarebbe anche un po’ colpa loro se il sentiment è stato così fiacco (anche senza spiegazioni, a dirla tutta), nel corso delle ultime settimane. Non è chiaramente l’unico motivo.
C’è infatti anche una maggiore attenzione per AI e metalli – che hanno attirato maggiori investimenti anche dai retail nel corso delle ultime settimane. Sembrerebbe un fatto inoppugnabile, almeno a guardare la corsa di certi titoli e certi asset.
E poi c’è quel 10 ottobre del quale ci ricorderemo a lungo, che ha visto non solo un grosso evento di liquidazione, ma che ha anche fatto dubitare tanti… della solidità del mercato. Tra le motivazioni aggiuntive addotte poi da Hougan ci sono anche l’arrivo di Warsh, che a quanto pare i mercati è il più hawkish dei candidati. Su questo specifico punto chi vi scrive non è d’accordo con i mercati, ma ne è stato già discusso in modo approfondito.
Le paure quantum
Matt Hougan è – come altri – convinto del fatto che i timori quantum abbiano giocato un ruolo nelle vendite. Anche qui non è che chi vi scrive sia d’accordo granché, perché al di fuori di X se n’è discusso veramente poco e chi investe in Bitcoin non è necessariamente in grado di comprendere i termini del problema, ammesso che ce ne sia uno.
Ad ogni modo è il criterio minore tra quelli selezionati da Hougan.
Potrà scendere ancora? Cosa servirà per riprendersi?
Secondo il modello utilizzato internamente da Bitwise, dice Hougan, le chance di aver già trovato un bottom sono aumentate. Lo storico però indicherebbe il contrario – ovvero correzioni più ampie e più durature.
Ricorda però anche che le correzioni sono state sempre – storicamente – delle ottime occasioni di acquisto. Chi ha comprato nel 2022 è arrivato a quadruplicare il proprio investimento in 3 anni, chi lo ha fatto nel 2018… fino al 2.000%.
Cosa servirà per riprendersi con convinzione? Ci sono pochi eventi specifici. Il passaggio del Clarity Act potrebbe dare una mano, così come potrebbero darlo l’arrivo di soluzioni per il quantum, e anche un aumento delle aspettative di tagli. Staremo a vedere.
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