Dopo una settimana fondamentalmente priva di dati macro rilevanti e dominata dalle trimestrali, si tornerà ai cari vecchi dati che arrivano dagli USA e che i mercati guarderanno con enorme attenzione. Nel giro di 48 ore avremo infatti accesso sia ai dati sulla disoccupazione, sia invece a quelli riguardanti l’inflazione, che sono i due più importanti per anticipare le future scelte di Federal Reserve in termini di politica monetaria.
Sono dati che potrebbero cambiare le carte in tavola? Una settimana fa avremmo risposto di no. La scorsa settimana però, con i primi scossoni sui mercati delle materie prime e anche sull’azionario, si è tornati a discutere di possibili tagli (le percentuali più avanti).
I due dati che tutti aspettano
I dati importanti durante la settimana saranno in realtà diversi, ma i mercati saranno maggiormente alterati nell’andamento da quelli sulla disoccupazione e da quelli sull’inflazione USA.
- Disoccupazione
Lo stato del mercato del lavoro USA è la principale delle preoccupazioni per Federal Reserve. La disoccupazione è all’interno di un range molto ristretto da mesi ed è attesa tra il 4,4% (che è poi il dato della lettura precedente) e 4,5% (in leggero rialzo).

I dati sarebbero così in linea con quello che è quanto previsto da Fed, il cosiddetto base case. I mercati potrebbero muoversi in modo deciso nel caso in cui dovessero esserci dei risultati sensibilmente al di fuori di questo range (con distanze di almeno lo 0,2% rispetto alle attese, in un senso o nell’altro).
Teoricamente per poter considerare i tagli una possibilità, sarebbe necessario un dato peggiore (ovvero un’inflazione più alta) delle aspettative.
Rimane però l’incognita delle reazioni eventuali dell’azionario a fronte di una inaspettata disoccupazione in crescita sensibile.
Quando? Il dato sulla disoccupazione USA sarà diffuso mercoledì 11 febbraio alle 14:30 ora italiana.
- Inflazione
Saranno diffusi i dati della CPI classica e Core (quella che non include energetici e alimentari). La lotta contro l’inflazione va ormai avanti da più di cinque anni negli States, perché da tanto si è ormai sopra il target del 2%.

Le aspettative sono per un’inflazione in calo tra il 2,4% e il 2,5% per la classica e al 2,5% per la core, su base annuale.
Si tratterebbe di un buon segnale di avvicinamento al target e dunque di potenziale ritorno alla normalità, per quanto alcuni tra i membri del FOMC (la riunione che decide sui tassi negli USA) siano attendisti su possibili effetti dei dazi, anche a scoppio ritardato.
Quando? Il dato sull’inflazione sarà diffuso venerdì 13 febbraio alle 14:30.
Per entrambi i dati, in avvicinamento agli eventi, non mancheremo di fornirvi aggiornamenti e insight sul nostro Canale Telegram Ufficiale, che rimane la fonte per le notizie in tempo reale che riguardano i mercati.
Bitcoin e crypto
La reazione di Bitcoin e crypto dovrebbe essere quella classica da asset risk-on – scontandola però per l’incertezza delle piazze per un’eventuale disoccupazione superiore alle aspettative.
Forse più netto nella lettura il dato sull’inflazione: più basso sarà, più ci si potrà godere un movimento verso l’alto.
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