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Bitcoin e attacco quantum: i BTC a rischio sono soltanto 10.000. Parla CoinShares

Meno problemi del previsto per Bitcoin, nel caso di scalata quantum.

Il rischio quantum per Bitcoin? Riguarderebbe in realtà una porzione di BTC molto esigua e comunque di gran lunga inferiore rispetto a quella di cui si parla da tempo. La minaccia – che è stata fortemente ingigantita sui social negli ultimi mesi – sarebbe dunque la più classica delle montagne che però partoriscono topolini. Questo almeno secondo un recente report pubblicato da CoinShares.

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Secondo quanto riportato da CoinShares infatti dovrebbero fare parte del conteggio dei bitcoin a rischio soltanto quelli contenuti in grande quantità in pochi indirizzi. Per tutti gli altri che sono a rischio – ma che sono poco concentrati – il gioco di utilizzare il quantum potrebbe non valere la candela.

Nessun danno al mercato – o quasi

Le considerazioni che fa CoinShares sono molto tecniche e ti promettiamo di analizzarle più avanti con esperti del settore, come abbiamo già fatto in passato. Ti riassumiamo qui la posizione di CoinShares (in fondo all’articolo troverai il link all’intero report, per valutare anche in autonomia).

  • Il rischio teorico che deriva dalla rottura possibile della crittografia delle firme di Bitcoin colpisce soltanto l’8% della supply di Bitcoin.
  • Per rompere tale crittografia in un tempo utile (meno di un anno) servono comunque 10.000-100.000 volte i qubits logici che abbiamo oggi. Siamo ad almeno 10 anni da questa tecnologia, che non causerebbe la possibilità di assaltare qualunque address.
  • Gli address per i quali avrebbe senso farlo, sono pochi.
  • In tutto parliamo di circa 10.000 Bitcoin, per i costraint di cui sopra.
  • Fare le cose di corsa per passare al post quantum causerebbe potenziali problemi di bug e di sicurezza, che potrebbero peggiorare la situazione invece di migliorarla.

In breve, ad essere potenzialmente assaltabili sarebbero soltanto gli indirizzi che hanno più di 100 Bitcoin e che hanno esposto chiavi pubbliche. In tutto, questi conservano ad oggi 10.246 Bitcoin – e dunque una quantità di BTC molto lontana dal poter causare problemi.

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In aggiunta, afferma CoinShares, nulla vieta al consenso di orientarsi verso un freeze di quei bitcoin, portando l’entità del problema a zero.

Freeze o non freeze

Al contrario di quanto afferma CoinShares però, ci sarebbero delle conseguenze in caso di scelta di freeze. Passerebbe infatti l’idea che il consenso potrebbe limitare o addirittura congelare dei bitcoin.

La discussione comunque è a questo livello ancora prematura. Per quanto i più ottimisti vedano la possibilità che il quantum faccia dei salti, dei breakthrough incredibili anche in pochi mesi, è estremamente poco probabile che questi avvengano e che mettano a repentaglio una quantità di bitcoin considerevole.

Questo è quanto, al netto di allarmismo che avrà sì il merito di far discutere di questioni importanti, ma che al tempo stesso aggiunge un senso di urgenza che non aiuta a creare un’opinione pubblica informata.

Qui il report completo di CoinShares.

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