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FRANCIA ADDIO

Terremoto in Francia: dimissioni per governatore anti Bitcoin. Regalo politico o crisi in BCE?

Si dimette a sorpresa uno dei più attivi nemici di Bitcoin in Europa.

François Villeroy de Galhau ha annunciato le proprie dimissioni da governatore di Banque de France. Le dimissioni saranno operative da giugno prossimo, per consentire alla banca centrale di riorganizzarsi. Per il momento non sono state fornite delle motivazioni sull’abbandono anticipato rispetto alla naturale scadenza del mandato. I dietrologi ritengono sia stata una mossa per consentire al presidente in carica Emmanuel Macron di nominare il suo successore, non lasciandolo la decisione in mano a chi uscirà vincitore dalle urne.

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La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, con BCE che ha subito diffuso un comunicato di ringraziamento per il lavoro svolto. Villeroy de Galhau è un nome noto anche agli appassionati di criptovalute, dato che durante l’ultima kermesse di Davos ha attaccato Bitcoin dichiarando la preferenza per la moneta emessa dalle banche centrali, accusando Bitcoin di essere privato e poco trasparente.

Pressioni politiche da Parigi?

Non è chiaro se abbiano giocato un ruolo le recenti pressioni politiche esercitate da Emmanuel Macron verso BCE, al fine di ottenere una politica monetaria più accomodante. Una notizia passata sottotraccia in un’Europa che, almeno sulla carta, si mostra compatta e armoniosa nella difesa dell’indipendenza delle proprie istituzioni.

Villeroy de Galhau abbandona inoltre in quello che sarà un anno cruciale per BCE, che è impegnata in una campagna politica piuttosto insolita per una banca centrale, affinché venga approvato nel più breve tempo possibile l’euro digitale. Euro digitale che sta incontrando forti resistenze e che potrebbe essere messo in discussione nonostante un accordo di massima.

BCE perde così una delle colombe più cristalline, seconda soltanto all’italiano Fabio Panetta tra gli aventi diritto di voto sulle decisioni di politica monetaria come appunto i tassi di interesse. Tutto questo mentre negli ultimi mesi sono cresciute le quotazioni dei falchi dei paesi più austeri, nonostante anche la Germania sia nel mezzo di un forte programma di spesa pubblica per la difesa.

Un “nemico” di Bitcoin?

Sì, ma cambia poco, dato che nessuno in BCE ha grande simpatia per Bitcoin e per ciò che rappresenta. Ad ogni modo durante la scorsa settimana è circolata notizia di un incontro dei ministri delle finanze dei paesi membri, al fine di discutere una possibile spinta per l’euro anche in forma di stablecoin privati. Ipotesi che BCE – con Villeroy de Galhau – ha sempre trovato come non applicabile al contesto europeo, che sta già subendo lo stradominio delle soluzioni di pagamento made in USA.

Villeroy aveva anche definito Bitcoin e il comparto roba da Trump – confermando una visione più politica che da.. banchiere centrale della vicenda.

La spiegazione comunque più plausibile è quella di un assist politico a Macron, che così potrà occuparsi della nomina del successore prima delle elezioni del 2027, per le quali comunque non potrà ricandidarsi.

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