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DeFi: schiaffo alla centralizzazione durante la crisi. Dal 2022 sembra passata una vita

Protocolli DeFi ormai pronti per il battesimo di fuoco? Le performance del 10 ottobre e della scorsa settimana sono positive.

Il bicchiere, di tanto in tanto, andrà pure guardato come mezzo pieno. Dopo una settimana molto difficile sul fronte dei prezzi, arriva una seconda importante conferma per il mondo della nuova finanza, che pur in tanti continuano a ritenere marginale e troppo poco affidabile per gestire capitali importanti. I principali protocolli DeFI o comunque con un abbozzo di decentralizzazione hanno funzionato come dovrebbero – cosa che nel 2021-22 non sarebbe stato neanche lontanamente immaginabile.

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AAVE, ma anche USDS, nonché i protocolli minori. E anche Hyperliquid e gli altri dex – che evidentemente hanno imparato le precedenti lezioni e sono oggi più solidi di quanto lo fossero un tempo.

La DeFi tiene, anche in una settimana turbolenta

Sul caso AAVE durante la crisi vi ha già offerto un resoconto dettagliato Alessandro Adami. Non è stato generato bad debt, non ci sono state liquidazioni disordinate, il protocollo ha funzionato proprio come era stato pensato per funzionare. Un buon segnale, ma non l’unico del raggiungimento di un certo grado di maturità del mondo DeFi.

  • USDS, la stablecoin “crypto”

USDS di Sky (ex DAI) non ha dei titoli di stato in cassa come fanno USDT o USDC, ma accetta diversi collaterali, anche non ancorati al dollaro. I più cinici la ritengono per ovvi motivi molto meno stabile delle altre stablecoin. I parametri però hanno ovviamente funzionato, con USDS che ha mantenuto un peg stabile.

Range USDS
Il grafico sembrerà anche movimentato, ma il range è molto ridotto, nell’ordine dello 0,01%

In altre parole, nessun episodio che avrebbe potuto innescare problemi a cascata, così da confermare poi ancora una volta che il nuovo modo di fare le cose non può in alcun modo giocarsela con il vecchio modo di fare le cose. Altro buon segnale.

È da tempo una venue di trading non solo importante per interesse degli investitori, ma anche per leverage presente e liquidità. Quando si presentano degli eventi che innescano liquidazioni, Hyperliquid riporta ormai da tempo dati tra i più alti, giocandosela con i migliori exchange centralizzati.

Scossoni HYPE
Anche il vault che su Hyperliquid fa da market maker ha superato il momento senza grossi scossoni

Il protocollo in passato aveva avuto episodi di liquidazioni disordinate, compensati poi con perdite rilevanti per il gestore interno di liquidità. Cosa che non si è verificata la scorsa settimana, anche a fronte di liquidazioni relativamente concentrate.

Il paragone con il 10 ottobre

Il mercato crypto e Bitcoin è frammentato per diversi motivi. Il grosso degli scambi avviene via futures, con ogni singolo intermediario che deve essere considerato una sorta di silo per liquidità presente e per profondità dei book.

In eventi estremi come quello del 10 ottobre, ciascun intermediario deve far fronte con le proprie risorse alla gestione di liquidazioni a cascata che possono avere impatti enormi anche in pochi secondi.

Lo stesso 10 ottobre il grosso dei protocolli decentralizzati aveva già mostrato una certa resilienza – e in nessun posto si sono visti dei comportamenti erratici e imprevedibili di certe coppie come ne abbiamo visti in particolare su Binance.

Un buon segnale, ancora una volta, che non vuol dire che il rischio liquidazioni disordinate non debba essere preso in considerazione, ma che piuttosto si sono fatti importanti passi in avanti. E che questa è la strada da seguire.

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