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Cosa succede a crypto e Bitcoin? 3 motivi per il crollo, che aprono alla SPERANZA

Tutti si chiedono cos'è successo e quando si ripartirà: qui qualche risposta.

Puntuali, come in ogni correzione, tornate a chiederci: “cos’è successo alle crypto?”. Immaginiamo che la domanda chieda una spiegazione ai movimenti di prezzo, che in tanti ritengono anormali ed esagerati. È finito tutto? La blockchain non serve più a nulla? Perché il prezzo scende? Non è semplice rispondere. In breve: non è il momento di tornare in modalità depressione e far finta che quello che ritenevamo utile 20 giorni fa oggi sia immondizia.

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Cos’è successo alle crypto? In realtà nulla di così importante. Una convergenza di fattori che affossano il sentiment, portano alle vendite, che poi affossano di nuovo il sentiment, in un circolo vizioso che qualcuno preferisce chiamare bear market. La realtà però è più complessa delle formule – ed è per questo che vogliamo offrirti un resoconto degli aspetti più importanti, e – nei limiti delle nostre capacità di previsione – anche delle possibili evoluzioni.

La correzione della settimana: tante teorie, ecco le più interessanti

Sul tema vi ha già fornito una delle teorie più accreditate Alessandro Adami qui. In questo breve spazio mi sento soltanto di aggiungere che – al contrario di quanto si sta scrivendo sui social (ahinoi sono gratuiti) – non c’è stato alcun tipo di fallimento dei gestori dei mercati più liquidi.

E non ci sono state neanche – dato il movimento di prezzo importante – delle liquidazioni rilevanti. Anzi, a rendere il tutto più spettrale è stato proprio il calo ordinato, pur lasciando sul campo anche il 10% in una sola sessione.

L’unica risposta corretta al 100% è: chi vendeva ha accettato quasi qualunque prezzo. C’è poi quella più articolata di Alessandro Adami, che abbiamo già citato, e ci sono poi altre questioni che stanno tenendo banco.

Alternativa oro e argento

Appoggiandoci a una lettura originale e interessante di Matt Levine di Bloomberg, che a sua volta riprendeva un approfondimento del New York Times, abbiamo parlato questa mattina di ipotesi oro. Il punto non è necessariamente che ci sia stata una fuga verso un asset rifugio.

Al contrario, ad attirare certi investitori e capitali verso oro e argento è stato proprio il loro comportamento recente da asset non rifugio. Ovvero da asset colpiti da una volatilità in larga parte innaturale.

Volatilità argento
La volatilità dell’argento – all’interno comunque di uno scenario fortemente rialzista – è stata superiore a quella di BTC

Se chi investe in crypto e Bitcoin cerca il brivido dei prezzi che cambiano rapidamente, quando gli stessi prezzi cambiano anche più rapidamente su mercati più liquidi e tradizionali come quelli di oro e argento… allora si preferisce fare trading e acquisti su questi ultimi.

Le notizie di retail che sono entrati a leva pesantemente sull’oro e sull’argento (talvolta rimettendoci l’osso del collo metaforico) hanno riempito le prime pagine. Che sia vero o meno – è evidente che tanti degli investitori anche piccoli che in genere bazzicano nel mondo crypto… si sono rivolti altrove.

Uscita: questa situazione probabilmente non durerà in eterno. E presto Bitcoin e crypto torneranno a offrire una delle loro caratteristiche principali, ovvero la volatilità che tanto piace ai trader.

Stallo del Clarity Act

Per un lungo periodo ci abbiamo creduto un po’ tutti. Il Genius Act – ovvero la legge sulle stablecoin negli USA – era stata approvata in modo rapido e quasi indolore.

Ci si aspettava lo stesso per l’altra legge, il Clarity Act, che avrebbe dovuto normare il mercato crypto, trasformandolo in un terreno percorribile anche per la finanza tradizionale. Invece si sono presentati intoppi, tanti, e c’è uno stallo che promette poco di buono.

Uscita: oggi c’è un nuovo incontro tra banche e operatori del mondo crypto, sotto la guida del governo USA. Potrebbe uscirne qualcosa di buono, sbloccando così una situazione piuttosto complicata.

Incertezze macro

Domenica si è votato in Giappone. I mercati hanno apprezzato la vittoria con percentuali bulgare dell’attuale primo ministro, Sanae Takaichi. Tuttavia rimangono incertezze sia per quanto riguarda il futuro del debito giapponese, sia sul sostegno che gli USA sono o non sono pronti ad offrire.

Yen
Il bizzarro comportamento dello yen

Per aggiungere mistero alla vicenda, lo yen continua a mostrarsi piuttosto forte nei confronti del dollaro. Al netto di tutto – vedremo poi sul nostro Canale VIP Telegram l’evoluzione del caso Giappone – la questione è segnale della difficoltà di lettura di una situazione macro ai limiti della fantascienza.

Crypto e Bitcoin – che sono già cittadini del regno dell’incertezza – non amano particolarmente questi momenti.

Uscita: si arriverà a una normalizzazione della situazione, probabilmente certe preoccupazioni rientreranno. Potrebbe non volerci troppo.

=> Cosa ha fatto il nostro direttore durante il dip? Te lo spiega qui per filo e per segno.

Tutto finito?

Durante le correzioni e anche durante i bear market si tende a ignorare quanto di positivo sta davvero accadendo sui mercati. Il risultato sono lamentele inutili, polemiche a non finire e l’incapacità di guardare un po’ il contesto.

Il 2026 sarà l’anno di arrivo della tokenizzazione al NASDAQ e al NYSE, sarà l’anno dell’esplosione delle stablecoin e probabilmente anche del ritorno in grande stile degli ETF che acquistano asset digitali. Siamo proprio sicuri di essere al capolinea?

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