Goldman Sachs ha a bilancio 1,1 miliardi di dollari in Bitcoin, 1 miliardo di dollari in Ethereum, 153 milioni di dollari circa in Ripple XRP e 108 milioni di dollari in $SOL di Solana. Sono detenzioni indirette tramite ETF Spot quotati negli USA e sono complessivamente in calo rispetto al dato precedente – per un dato che in pochi, almeno ad avviso di chi vi scrive, hanno interpretato correttamente. Se c’è un segno da fare proprio, è l’istituzionalizzazione parziale di questi mercati. Per il resto, andremo a ragionarci tra poco.
Perché Goldman Sachs ha così tante crypto? Perché un gruppo storicamente ostile al settore ha deciso di cambiare passo? Ed è una novità?
Goldman Sachs, per conto dei clienti
La spiegazione più logica – e corretta – è che Goldman Sachs ha delle detenzioni non banali, ma neanche così importanti, di crypto per conto dei clienti. Clienti che hanno accesso ai mercati degli asset digitali principalmente tramite ETF.
Ed è per questo motivo che le crypto riportate sono le quattro che sono arrivate a Wall Street tramite ETF di intermediari e gestori più solidi. C’è tanto altro però in questi numeri che è interessante.
- Differenza minima tra le detenzioni di Bitcoin e di Ethereum
1,1 miliardi di dollari in (ETF) Bitcoin. Ben 1 miliardo però su Ethereum. Un rapporto strano tenendo conto dell’enorme distanza di capitalizzazione tra i due asset e anche della differenza negli AUM dei prodotti sopracitati.

I clienti di Goldman Sachs sono enormemente sbilanciati verso Ethereum. Non abbiamo idea di che tipo di segnale sia, ma andrà certamente preso in considerazione per analisi future.
- In calo rispetto a precedente lettura
Nel complesso siamo sotto del 40% rispetto alle detenzioni di ETF Bitcoin della precedente lettura, che riguardava il periodo tra giugno e settembre. C’è un motivo: è quasi esattamente quanto perso dal prezzo di $BTC, segno che in realtà in pochi tra i clienti di GS sono usciti dal mercato, pur incassando perdite non realizzate.
Un segnale di convinzione che in realtà arriva anche dagli ETF (qui i grafici) e che indica gli investitori più tradizionali come forse più pronti a sopportare gli swing di prezzo degli asset digitali.

Una situazione che dovrà essere indagata, anche questa, più avanti. Cosa che faremo anche all’interno della nostra analisi del giovedì sul nostro canale YouTube.
Per il resto, di sorprese ce ne sono poche. Goldman Sachs è uno degli intermediari finanziari più importanti del mondo ed è più che naturale che i suoi clienti abbiano esposizione verso questa categoria di asset.
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