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CRASH Bitcoin e crypto: bear ancora in controllo dei mercati

Altro colpo duro per Bitcoin in questo 2026: ecco la situazione sui mercati crypto.

Prosegue la fase di debolezza delle borse crypto, sia su Bitcoin (BTC) che soprattutto sul panorama più ampio delle altcoin. Questa notte è arrivato un altro crash, l’ennesimo di una lunga serie di movimenti ribassisti che nelle ultime settimane hanno progressivamente ridotto l’entusiasmo degli holders. Nella sessione odierna la market cap totale del settore perde il 2,4%, pari ad oltre $55 miliardi.

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I bears sono chiaramente in controllo nel breve periodo, in particolare sui mercati futures dove troviamo una predominanza netta della pressione di vendita, mentre la domanda rimane scarsa e frammentata. Serve una risposta decisa dei tori per riportare la situazione in equilibrio ed evitare ulteriori drawdown, anche se, come abbiamo spesso osservato negli ultimi giorni, la fase di discesa potrebbe essere vicina ad un esaurimento.

Bitcoin crash: i bears dominano sui mercati futures

Non è in realtà una novità, ma una condizione che perdura da diverse settimane: sui futures di Bitcoin, in special modo su Binance (exchange dove la pressione di vendita si palesa maggiormente), notiamo un controllo pressoché totale degli orsi. Lo capiamo semplicemente dal fatto che l’open interest alterna momenti di contrazione durante le liquidazioni dei long a fasi di espansione mentre il prezzo continua a muoversi in ribasso.

Questa è una tipica configurazione di mercato ribassista in cui vi è un aumento progressivo delle scommesse allo scoperto, che coincide con l’aumento dell’esposizione totale degli operatori. Oltretutto, i livelli di prezzo dove hanno origine le varie gambe short, rappresentano tutti punti dove il mercato ha registrato grossi scambi, come emerge dalla lettura della metrica “Volume Profile, cosa che rende i ribassi più intensi e rafforza la validità di quelle aree come resistenze tecniche.

Aggiungiamo anche che la direzione con cui i traders stanno colpendo il book è palesemente sbilanciata verso il lato ask, come visibile dal rapporto tra volumi taker buy/sell. Solo dopo il minimo del 6 febbraio la domanda è tornata timidamente a farsi sentire, senza però riuscire ad invalidare la struttura bear. Il funding rate negativo completa il quadro, e conferma come il posizionamento degli operatori resti prevalentemente orientato al ribasso.

Bitcoin crash dati futures
Bitcoin dati futuresFonte dati: https://legend.coinglass.com

Da notare anche come in questo momento al di sotto del prezzo di mercato di Bitcoin non ci siano grossi livelli di possibile liquidazione, segnale che i tori hanno ridotto la propria esposizione al rialzo. Questo rende i tentativi di breakdown potenzialmente più facili nel breve periodo, ma rappresenta anche una configurazione che storicamente tende ad accompagnare le fasi finali dei ribassi.

Pressione di vendita aggressiva da diversi mesi su Bitcoin

Se ci concentriamo solo sui volumi degli ordini taker, ossia quegli scambi eseguiti a mercato accettando il primo prezzo disponibile sul book, notiamo che sin dal top di luglio registrato da Bitcoin la pressione è rimasta prevalentemente orientata lato vendita. Prendiamo come riferimento una media a 30 giorni dei volumi taker sui futures di Binance, anche se l’outlook è molto simile anche su altre piattaforme, seppur non con la stessa intensità.

A dir la verità i volumi taker non dicono chi è in controllo del prezzo ma chi si sta muovendo con più aggressività, ergo chi sta colpendo il book in un determinato momento. Ad ogni modo una predominanza di volumi in sell per un periodo così prolungato di tempo, in concomitanza ad un calo significativo dei prezzi, è comunque un segnale importante sulla salute di un mercato.

Vediamo a tal proposito come il prezzo di Bitcoin abbia reagito sporadicamente solo durante le fasi di declino dei volumi taker sell, per poi ri-accelerare al ribasso ad una nuova ondata di pressione short. Solo a gennaio per qualche giorno la differenza netta tra volumi è andata a favore dei long, salvo rientrare poco dopo in territorio ampiamente negativo. Capite bene che in un contesto simile è difficile parlare di possibili recuperi, quantomeno finchè non vedremo una reazione degna di nota.

Net taker volume 30 giorni, Bitcoin Binance
Net taker volume 30 giorni, BitcoinFonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

Prezzi pronti ad un altro crash? ma la tempesta è quasi finita

Come egregiamente riportato da Coinglass, lo scenario attuale rende estremamente fattibile un nuovo possibile crash di Bitcoin. Mentre l’open interest cresce segnalando l’apertura di nuovi posizioni short, i prezzi tendono ad avvicinare come una calamita verso le aree dove c’è più liquidità in attesa nel book, come evidenziato dalla “Liquidity Heatmap”.

Al momento la zona target più verosimile è quella dei $65.000, dove gli acquirenti hanno piazzato diversi ordini limite. Andando più sotto si potrebbe accelerare al breakdown dei $64.000, senza trovare grossi ostacoli fino ai $60.000, che fungono da livello psicologico. Sarà importantissimo vedere come la domanda reagirà, e se si paleserà, in caso di un nuovo attacco al ribasso.

Liquidity heatmap Bitcoin
Liquidity heatmap BitcoinFonte dati: https://x.com/coinglass_com

Queste sono le fasi in cui il mercato registra elevati punti di stress: tanti holders e traders che hanno scommesso al rialzo negli ultimi mesi si trovano under water, con forti perdite latenti e con un sentiment a pezzi. L’emotività fa da padrone, ma ora più che mai occorre essere lucidi e ragionare sul da farsi.

Come spiegato più volte in questi giorni, il bear market è già quasi giunto al termine: diversi  indicatori on-chain si stanno avvicinando a zone che in passato hanno coinciso con fasi di esaurimento della pressione ribassista. Non vuol dire che Bitcoin ripartirà subito a razzo, ma che l’eccesso di pessimismo potrebbe a breve ridursi lasciando spazio ad una stabilizzazione dei prezzi.

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