LayerZero ha annunciato poco fa un cambio radicale della propria roadmap, presentando Zero, una nuova blockchain progettata per raggiungere livelli di scalabilità estremi grazie ad un’architettura eterogenea e l’integrazione delle prove zero-knowledge. La notizia è stata presa particolarmente bene dal mercato, che ha risposto con un forte pump del token ZRO, attualmente negoziato a +40% rispetto alle ultime 24 ore.
L’annuncio ha fatto seguito ad un’importante partnership strategica con Citadel Securities ed ARK Invest, che in qualità di advisors hanno deciso di supportare il progetto investendo direttamente nel token ZRO. Vediamo in questo articolo cosa cambia con l’introduzione della nuova chain e come potrebbe impattare sulle performance future della moneta.
LayerZero introduce Zero: nuova blockchain ad alte prestazioni
Il protocollo di interoperabilità LayerZero ha appena annunciato Zero, una blockchain L1 che sulla carta dovrebbe raggiungere un throughput superiore a 2 milioni di TP/s. Viene descritto come un “multi-core world computer”, capace di eseguire un’ampia mole di applicazioni in parallelo e di separare esecuzione e verifica delle transazioni tramite prove zero-knowledge.
Si tratta in pratica di un layer di esecuzione pensato per superare i limiti delle architetture blockchain tradizionali, dove si crea un collo di bottiglia a livello computazionale. Nel modello proposto con Zero, le prove ZK permettono di validare un output senza che tutti i nodi debbano ri-eseguire lo stesso calcolo. Più nello specifico, vengono distinte due classi di validatori: nodi leggeri, in grado di funzionare su hardware domestici di bassa qualità, e nodi focalizzati su prestazioni più elevate.

In pratica LayerZero ha introdotto una chain L1 indipendente, che si andrà ad affiancare al protocollo di messaggistica esistente. Il vantaggio di questa configurazione è poter scalare più facilmente e più intensamente, riuscendo ad eseguire più operazioni in parallelo.
Zero risolve 4 problemi fondamentali del mondo blockchain
Il team di LayerZero ha descritto l’introduzione di Zero come il passaggio da un processore single-core ad uno multi-core. Il cuore di questa innovazione è la cosiddetta “Atomicity Zone”, ossia un insieme di ambienti di esecuzione che operano indipendentemente all’interno della stessa chain. Ogni Zone può gestire applicazioni differenti, come scambi ad alta frequenza, pagamenti privati o altri servizi on-chain, senza entrare in conflitto tra loro.

Secondo quanto riportato dal team, questa architettura punta a risolvere quattro limiti strutturali che a distanza di tanti continuano a persistere nelle chain esistenti:
- Storage: tramite il database QMBD si arriva ad una gestione dello stato della chain molto più veloce grazie ad una struttura dati ottimizzata per SSD moderni.
- Compute: grazie al sistema FAFO le transazioni possono essere eseguite in parallelo, riducendo i limiti dell’elaborazione seriale tipica delle blockchain tradizionali.
- Verifica: con Jolt Pro le prove zero-knowledge permettono di validare i calcoli senza doverli rieseguire su ogni nodo, alleggerendo il carico computazionale complessivo.
- Networking: attraverso SVID i validatori scaricano solo una piccola parte dei dati del blocco, migliorando la velocità di propagazione delle informazioni e riducendo il consumo di banda.
Citadel ed ARK investono su LayerZero e sul token ZRO
Il risvolto che più verosimilmente ha fatto emozionare i mercati, e che ha portato ad un rally del token ZRO, riguarda l’investimento strategico di grandi players istituzionali all’interno dell’ecosistema LayerZero. Tra questi rientrano in prima pagina i nomi di Citadel Securities e ARK Invest, entrambi coinvolti nel progetto in qualità di partner strategici e advisor.
Nel dettaglio Citadel, che è uno dei più prestigiosi market maker a livello mondiale, ha investito nel token ZRO, affermando che collaborerà con il team per trovare possibili sinergie future legate al trading, clearing e settlement on-chain. L’interesse di questo colosso del mondo TradFi sembra legato all’idea di poter sperimentare architetture con requisiti di latenza vicini agli standard delle borse tradizionali, rimanendo però completamente on-chain.
Per quanto riguarda invece ARK Invest, la partnership pare più orientata ad una visione di lungo termine. La società di asset management ha investito sia nel token ZRO che direttamente nell’equity di LayerZero Labs, in una mossa che ha attirato senza dubbio l’interesse del mercato. Nel frattempo Cathie Wood, fondatrice e CIO della società, è entrata nell’advisory board del progetto assieme ad altri esponenti di spicco, come Caroline Butler di BNY Mellon.
Token ZRO esplode a +40%
Non appena la notizia è arrivata al pubblico, il token ZRO ha registrato un pump del +40%, arrivando a toccare un massimo locale a $2,59 dopo l’apertura giornaliera a $1,8. Ottima performance per una moneta che in realtà aveva già iniziato con il piede giusto questo 2026, grazie ad una salita del 95% nel mese di gennaio, seguita però da una brutta correzione durante il crollo di Bitcoin sotto i $70.000.
Ora ZRO torna su livelli di prezzo interessanti, in procinto di rompere il punto più alto del grafico degli ultimi 10 mesi. C’è in realtà però ancora molta strada da fare prima di tornare al proprio ATH di dicembre 2024, fissato a $7,5, ma la price action del token al momento risulta molto più invitante rispetto a tutto il resto del panorama altcoin.

L’ingresso di Citadel ed ARK come investitori di LayerZero è certamente un fattore positivo che può dare un aiuto in più sul mercato e che già in questa fase ha permesso alla moneta di tirare un sospiro di sollievo dal rischio di nuovi ribassi. Ad ogni modo il successo di ZRO dipenderà in larga parte da quanti volumi il protocollo di messaggistica LayerZero riuscirà a processare da qui in avanti, con o senza la chain Zero.
Questo è un fattore importante da considerare, soprattutto alla luce del forte calo delle transazioni registrate dall’ecosistema LayerZero negli ultimi 2 anni. Rispetto infatti al periodo di forti incentivi del 2023 (e parte del 2024) ad oggi girano numeri molto più risicati.
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