Di preoccupazioni non ce ne sono mai troppe. Ultima, in ordine di apparizione, sono i bond centennali emessi da Google in sterline, che per chi guarda il bicchiere mezzo vuoto sono segno dell’ultima fase di esuberanza sul mercato del credito. O almeno questa è l’analisi che è stata condivisa da diversi analisti, motivo per cui le borse continuano a tentennare e di fiducia sembra essercene non troppa, nonostante dei dati macro che tutto sommato sono positivi.
Perché emettere un bond da 100 anni? A chi può interessare? È per la difficoltà di Google di reperire capitali? E perché un termine così lungo? Tutte domande che hanno delle risposte credibili e ragionevoli e che non necessariamente vogliono dire fine del mondo per come lo conosciamo.
Pagherò, tra 100 anni
In realtà non è la prima volta che una società privata emette dei bond con scadenze così lunghe. È insolito, ma non è la prima volta che accade. In passato ci sono state Coca-Cola, Walt Disney, Petrobras, ma anche Motorola emise dei bond con scadenza 2097… nel 1997. I detrattori di questa mossa di Google, quelli che vogliono tenervi incollati agli schermi con la paura, si ricordano soltanto di quest’ultima.

Ad ogni modo è insolito, ma per le società con un buono storico di credito e che possono finanziarsi a tassi relativamente bassi, è una delle possibilità.
- Un nuovo caso Motorola?
Perché tutti parlano di Motorola? Perché quando fu emesso quel bond centennale dall’azienda, questa era tra le società top a livello globale, mentre il suo settore di specializzazione massima stava iniziano a prendere piede.
Gli analisti vecchia scuola raccontano di quel momento come il picco della ὕβρις / hybris dell’azienda. Superbia, che poi gli del denaro e dei mercati finiscono puntualmente per punire.
- Perché Google ha emesso un bond del genere?
Per tutta una serie di motivi. Serviva un finanziamento stabile e senza diluire gli investitori. Serviva fissare oggi il costo del capitale su un arco di tempo lungo, anzi lunghissimo. E, cosa importante, c’è domanda.
Principalmente a sottoscrivere saranno quelle categorie di investitori che sono a caccia di strumenti che per duration siano in grado di incontrare le loro passività. I fondi pensione incassano oggi, per poi distribuire ai diretti interessati su orizzonti temporali molto lunghi.
In aggiunta, questo tipo di prodotti pagano qualcosa in più dei bond sovrani UK (siamo a circa 120 punti di distanza dai decennali gilt UK). E dunque di domanda ce n’è. Tanto che le richieste di sottoscrizione sono state di dieci volte l’offerta, ovvero di 9,5 miliardi per 1 miliardo disponibile.

Prima di fasciarsi la testa
I mercati sono pieni di gloria, ma anche di tendenza a reagire in modo eccessivo a qualunque tipo di notizia. L’emissione di bond in sterline con scadenza a 100 anni è certamente insolita, ma per ora segnala soltanto che:
- C’è una corsa molto aggressiva ai capitali da parte delle società che stanno guidando il settore AI;
- Il segmento degli investimenti così a lunga scadenza è molto attivo nel Regno Unito;
- Siamo davanti a un’azienda che per conti è ancora in condizioni ottimali.
E se fosse la fine del ciclo AI? Cosa ne sarebbe di Bitcoin e crypto?
Ogni tipo di scossone che arriva dal mondo AI viene percepito quasi immediatamente da una serie di settori contigui e meno contigui. Nello specifico, l’ottima performance negli ultimi anni da parte delle borse USA è legata quasi 1:1 alla spinta dovuta al mondo AI.
Se dovesse trattarsi degli ultimi capitoli di questa storia, ci sarebbe certamente da essere preoccupati, anche per quanto riguarda Bitcoin e più in generale il mondo delle criptovalute.
Per ora però, questa emissione (che vale 1 miliardo, noccioline nel mondo dei numeri di Google) è poco più di qualcosa di divertente da raccontare e interessante di cui discutere.
I numeri veri
Il numero interessante è un’altro. Nel giro di pochi giorni Google ha emesso bond per 32 miliardi di dollari, che vanno ad aggiungersi a “soli” 46,5B pre-esistenti.
| Componente | Importo (mld USD) | Note |
|---|---|---|
| Pre-emissione 2026 | ~46,5B | Debito lungo termine Q4 2025 |
| Emissione USD feb 2026 | 20B | Multi‑tranche fino 40 anni |
| Emissione GBP/CHF | ~12B | Inclusi centenari |
| Totale post‑emissione | ~78,5B | Stima conservativa |
Nel giro dunque di pochi giorni – e con un solo piano multi-emissione – il debito dell’azienda è pressoché raddoppiato. Anche qui però la giustificazione è chiara: Google riesce oggi a finanziarsi a tassi interessanti, e la corsa all’AI sarà di quelle che hanno già e avranno in futuro bisogno di enorme liquidità.
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