Critiche accettate: è più facile fare filosofia quando c’è poco di gradevole nei prezzi. Se Bitcoin fosse a 200.000$, non avremmo neanche il tempo di fermarci a pensare. Vero. Tuttavia, dato che il prezzo di Bitcoin non è a 200.000$ e il grosso dei token piange miseria, è un buon momento per fare zoom out, come dicono quelli bravi, e cercare di capire se, come e quando il mondo crypto sia finito o meno.
Le cose però sono diverse. Se è vero che c’è poco hype – ovvero quella foga incredibile che inebria il cervello e fa mettere mano al portafoglio – è vero che c’è momentum, ovvero quella crescita lenta e inesorabile, certamente più silenziosa, ma che dopo qualche mese ci permette di guardarci indietro e dire… wow. Sì, il vecchio ciclo è finito – ma non perché i prezzi torneranno a volare (non è escluso, ma non è il punto). Il vecchio ciclo è finito perché il mondo crypto e Bitcoin di oggi non è più quello di un tempo. E mai tornerà a esserlo. Chiaramente in senso buono.
1. Le borse più importanti del mondo si muoveranno onchain
Sì, ognuna lo farà a modo suo. NYSE sembra voglia sfruttare chain quasi private o private, NASDAQ forse guarderà altrove. Chissà cosa farà CBOE e cosa farà CME. Rimane il fatto che quando questi gruppi si muovono, non lo fanno per sperimentare. O meglio, la sperimentazione c’è già stata e ha dato esito positivo.
Anche se non è detto che la cosa avrà dei riflessi immediati sul valore di certe criptovalute, è la più grande assicurazione sul futuro che abbiamo. Se una tecnologia arriva anche in ambienti che ci mettono decenni a cambiare, possiamo essere certi del fatto di aver acquistato… decenni di vita.
2. Bitcoin è considerato un asset per ogni portafoglio
Il nostro direttore Alessio Ippolito lo scrive da tempo qui – Bitcoin è ormai maturo anche per portafogli più tradizionali. Può essere affiancato – come nel caso del suo portafoglio – a titoli più tradizionali come azioni, ETF e materie prime.
Se non vi bastasse la nostra opinione, c’è quella forse più prestigiosa di Larry Fink di BlackRock. Così come quella del grosso dei gestori di fondi, promotori, family office, analisti degli Stati Uniti. Non sono più soltanto gli appassionati a dire che Bitcoin è qui per restare.
3. C’è un giro di soldi
Che non riguarda più i token. Le fee, le commissioni incassate dai network più utilizzati e dai progetti più utili sono molto elevate. In un periodo di calma relativa in termini di volumi abbiamo avuto Tether che ha generato onchain commissioni per mezzo miliardo di dollari, in 30 giorni.
Nello stesso periodo Circle ne ha generati per 188 milioni di dollari. PumpFun per 103 milioni, Hyperliquid per 91 milioni, Uniswap per quasi 80. Sono soldi veri, che gli utenti pagano per i servizi. Non è più fantadenaro.
4. Sì, ci sono casi d’uso
Per più di un decennio ci siamo sentiti ripetere la filastrocca del mondo blockchain come di una soluzione alla ricerca di un problema. Ora la questione dovrebbe essere considerata come chiusa per sempre.
Le stablecoin sono così desiderabili anche dagli utenti classici che le banche stanno facendo di tutto per limitarne il campo di utilizzo.
Gli smart contract gestiscono anche fondi money market di grandi gestori come iShares/BlackRock, oppure di Franklin Templeton, o ancora di WisdomTree. Il governo britannico vuole tokenizzare i suoi bond, così come stanno facendo già altri.
Le borse vogliono spostarsi onchain. Intermediari del livello di Robinhood guardano alla DeFi per offrire rendimenti. VanEck gestisce vault in finanza decentralizzata.
5. Lo zoccolo duro rimane
Conosciamo il nostro pubblico e conosciamo, dopo tanti anni di attività, anche gli appassionati. Quando il prezzo soffre, il sentiment diventa rapidamente negativo. E c’è aria da fuggi fuggi.
Sappiamo però anche che certe convinzioni sono dure a morire – e che il mondo crypto e Bitcoin unisce all’attenzione per la novità e la tecnologia, anche un certo fervore politico. Sono pochi i comparti che possono fare affidamento su convinzioni del genere. Avete mai visto degli hooligan del software, oppure del settore dei trasporti? O ancora del settore bancario?
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