Non è esattamente un momento brillante sotto il profilo delle speculazioni per la memecoin PEPE, così come non lo è anche per l’intero settore degli asset crypto. Tuttavia, dai dati on-chain iniziano ad emergere segnali interessanti, soprattutto osservando il comportamento delle whale, che sembrano aver avviato una fase di forte accumulazione approfittando degli ultimi mesi di ribasso.
Inoltre il sentiment della comunità è in graduale miglioramento, complice la diffusione di commenti e pareri incoraggianti sui social media, che aiutano a risollevare il morale degli investitori. Ce n’è comunque di strada da fare per recuperare su PEPE per gli stessi holders, considerando un calo del –44% registrato negli ultimi 30 giorni e una struttura di mercato che, almeno per ora, resta ancora fragile sotto diversi punti di vista. Vediamo meglio cosa sta succedendo e come interpretare questa fase così delicata.
PEPE: le whale fanno piazza pulita sui mercati, accumulazione serrata
I top 100 indirizzi per supply di PEPE in portafoglio sembrano decisamente convinti che prima o poi ci sarà un’inversione sul grafico e che si andrà verso un progressivo miglioramento dell’outlook speculativo. Come suggerisce la loro attività on-chain, è in atto una fase di accumulazione molto intensa, iniziata per la precisione in concomitanza con il famoso crollo del 10 ottobre, di cui abbiamo più volte discusso le cause e i risvolti in questo giornale.
In particolare, da quel giorno le whale si sono impossessate di ben 23,02 trilioni di token PEPE, per un controvalore di ben$85 milioni. Non sembra una somma enorme se rapportata alla capitalizzazione di mercato della moneta, pari a $1,5 miliardi, ma in termini di liquidità reale rappresenta una delle stagioni di accumulazione più rilevanti da parte degli smart money osservate nell’intero ciclo di vita del token.
A dir la verità, da inizio anno l’intensità degli acquisti si è notevolmente ridotta, lasciando un misto di incertezza nella più recente dinamica di mercato ribassista, con i flussi che si sono appiattiti. Ciò non toglie comunque che il posizionamento di fine 2025 delle whale sia stato significativo ed esplicativo delle loro aspettative rialziste per il futuro a medio/lungo termine.

Flussi di capitale in uscita dagli exchange
Un elemento che corrobora la tesi di un’accumulazione delle whale riguarda l’andamento dei flussi in entrata/uscita dagli exchange del token PEPE. Secondo quanto emerge dalla metrica “Exchange Net Position change” che calcola il saldo medio a 30 giorni di tutti i maggiori CEX che offrono il trading sulla criptovaluta, da ottobre c’è stato un forte deflusso di capitali.
Nello specifico, da ottobre a fine dicembre il saldo è stato sempre negativo, con valori che hanno più volte superato la media dei 10 trilioni di PEPE di prelievi. Da inizio 2026 questi movimenti si sono ridotti, ma nel complesso lo scenario rimane positivo poiché racconta un cambiamento nel comportamento degli investitori, con una parte della supply che viene progressivamente rimossa dal mercato liquido per essere accumulata su wallet privati.

Sentiment su PEPE torna a stabilizzarsi
Da segnalare anche un apparente miglioramento del sentiment degli holders di PEPE, che dopo tante settimane di pessimismo e sfiducia cronica sono tornati a mostrare un atteggiamento più proattivo nei confronti del mercato. Arkham Intelligence riporta a tal proposito che il numero di tweet pubblicati su X riguardo la memecoin, nonché la qualità delle interazioni, sono migliorati nelle ultime settimane, segnalando un ritorno dell’attenzione da parte della community.
Il numero recente di tweet secondo Arkham è arrivato a 888, contro una media di 524, raggiungendo un ratio di sentiment positivo pari all’80,95% contro il 47,68% osservato nelle settimane precedenti. Non è un dato che spiega analiticamente come gli investitori si stanno posizionando, ma è comunque positivo nel quadro generale attorno al token, soprattutto considerando il sentiment pessimo che troviamo su tante altre criptovalute del mercato.
Attenzione alla debolezza degli scambi nel breve periodo
Nonostante questi segnali positivi, nell’immediato l’outlook speculativo di PEPE rimane ancora vincolato al ribasso. Non ci sono grossi dati che evidenziano un ritorno concreto della domanda sulle borse, con un open interest che rimane in fase di contrazione, volumi bassi e un funding rate piatto. Gli holders più cinici si stanno verosimilmente preparando per un futuro rally, ma in questo momento mancano i presupposti per accendere l’interesse speculativo degli altri componenti del mercato.
Oltretutto, da ottobre ad oggi gli investitori hanno scambiato i propri PEPE in continua condizioni di perdita, come evidenziato dalla metrica “Spent Output Profit Ratio (SOPR)”. In pratica, nel suo complesso gli holders della moneta hanno tendenzialmente speso le loro coins ad un prezzo minore rispetto a quello a cui erano state precedentemente acquistate. Questo è un dato che suggerisce un’impostazione ribassista sul prezzo, a maggior ragione se si rimane in territorio negativo per parecchio tempo.

Prima di poter puntare realmente ad un rally, ci sarebbe da attendere un ritorno del SOPR sopra il punto di break-even. Da quel momento in poi ci sarebbe più possibilità di sostenere un movimento rialzista, senza l’elevato rischio di assorbimento dell’offerta, come accaduto nel boom del 2024. Ad oggi purtroppo tanti investitori sono ancora under water, e questo complica i tentativi di recupero sul prezzo.
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