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Trading card games: la nuova grande NARRATIVA del settore crypto per il 2026

Il trading di carte di gioco collezionabili è un mercato globale in forte crescita che, grazie alla tokenizzazione e alla blockchain, sta iniziando a spostarsi anche nel mondo crypto

Negli ambienti web3 si discute da settimane di una nuova moda che sta entrando con forza all’interno dell’ecosistema crypto, e che potrebbe essere una delle rivelazioni più inattese di questo 2026. Parliamo del “Trading Card Games”, terminologia spesso ridotta con l’acronimo TCG, una novità che prende spunto da un mercato già esistente e particolarmente virale nel mondo reale.  Perché ci interessa parlare delle carte di gioco? Perché i numeri registrati da certe piattaforme sono clamorosamente elevati, e c’è un potenziale enorme all’orizzonte.

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Gli appassionati di carte collezionabili come Pokémon, Magic, Yu-Gi-Oh, One Piece ed altro ne sono coscienti: il mercato degli scambi TCG vale miliardi di dollari, ed oltretutto reduce da una crescita impressionante YoY. Ora c’è la possibilità che parte di questa ricchezza si sposti on-chain, all’interno di protocolli che utilizzano tokenizzazione e blockchain per sbloccare nuovi vantaggi, senza però far trasparire la complessità della tecnologia sottostante. Siamo vicini ad un passo di forte maturazione per tutto il settore, vi spieghiamo il motivo alla fine di questo articolo.

Trading Card Games: il mercato del TCG arriva nel mondo crypto

In realtà, il “trading” di carte di gioco tra collezionisti è una pratica che esiste da decenni, ben prima della diffusione mainstream della blockchain e delle crypto tra banche, istituzioni finanziarie e pubblico retail. Quando Bitcoin era solo un esperimento, già si contavano luoghi come mercatini, fiere e piattaforme online (es. Ebay) dove i collezionisti si scambiavano carte rare a prezzi relativamente elevati per gli standard dell’epoca.

Negli ultimi anni poi questa moda è cresciuta molto, rendendo il mercato fisico dei card games sempre più strutturato e rilevante anche dal punto di vista economico. L’aumento dell’interesse da parte degli investitori, la diffusione globale di IP e la nascita di mercati secondari sempre più liquidi hanno contribuito a trasformare le carte collezionabili in veri e propri asset da investimento per un numero crescente di appassionati.

Per alcuni potrebbe sembrare folle ma c’è addirittura una carta Pokémon, per l’esattezza la “Pikachu Holo Illustrator”, che qualche anno fa è stata battuta ad un’asta per circa $5,3 milioni da parte della celebrità Logan Paul. E su Polymarket, al 98% si specula che il prezzo di rivendita futura sarà maggiore, entro fine febbraio 2026.

Pikachu Illustrator Polymarket
Pikachu Illustrator PolymarketFonte dati: https://polymarket.com

Insomma c’è un grande coinvolgimento e un grande business attorno al trading di carte, grazie soprattutto alla presenza di una community molto affiatata. Ci sono però ancora oggi tutta una serie di problemi e di inefficienze legate a questo mondo.

Il problema del mercato fisico di trading di carte collezionabili 

Innanzitutto, la necessità di scambiare carte di gioco fisicamente da un compratore ad un venditore richiede tempi logistici spesso lunghi, costi di gestione elevati e un livello di fiducia tra le parti che non sempre è semplice da garantire. Capita ogni tanto di leggere storie di collezionisti che perdono carte di grande valore durante spedizioni o eventi organizzati da intermediari. Ne è un esempio questo caso che è diventato virale qualche mese fa

Lo scambio fisico di oggetti di alto valore non è mai stato efficiente nel corso della storia. È esattamente per questo motivo che nel corso dell’evoluzione finanziaria contemporanea sono nati strumenti come futures, e prodotti derivati che permettono di negoziare con più semplici beni fisici, evitare frammentazioni e dare un prezzo chiaro ed accessibile immediatamente a tutti.  Ecco ora che le piattaforme crypto stanno cercando di applicare un principio simile (con alcune differenze) al mondo collectibles.

il Trading Card Games entra nel mondo crypto

In realtà, non esistono ancora veri futures su carte di gioco che si basano su un index price, o meglio ci sono stati esperimenti che però fino ad ora non hanno funzionato un granché. Avevamo parlato ad esempio di Trove Markets, che sta sviluppando una piattaforma di scambio perpetuals su questo tipo di assets, finita poi però al centro di uno scandalo.

Inoltre il problema di un mercato futures simile con prezzi che rifanno ad un indice esterno è soprattutto legato al fatto che parliamo di beni non fungibili, il cui prezzo varia a seconda della rarità della carta. Ecco che infatti le piattaforme che stanno avendo un discreto successo nel fare incontrare domanda ed offerta nel trading di questi prodotti, lavorano in modo differente. Possiamo distinguere tre tipologie di livelli su cui questi nuovi protocolli web3 si muovono.

  1. Sottostante reale custodito: la carta fisica viene custodita in un vault, per ogni carta si emette un NFT rappresentativo che permette il redeem, e si negozia direttamente il token su blockchain. Questo è un modello più simile a quello RWA, concettualmente con l’oro tokenizzato.
  2. Tokenizzazione con inventory: concetto simile ma senza redeem possibile, con la carta fisica che viene detenuta da una società esterna, con l’NFT che rappresenta una posizione sull’inventory.
  3. Livello digital gaming: qui non c’è sottostante fisico, le carte nascono e sono concepite in formato digitale (differente da carte con IP come Pokémon), e vengono utilizzate internamente ad un gioco. Il loro valore dipende dall’utilità in-game e da quanto sono percepite come rare dagli utenti.

Le piattaforme web3 TCG più conosciute: volumi in crescita

Esistono già diverse piattaforme web3, costruite con la stessa tecnologia blockchain sottostante che anima il mondo crypto, che offrono accesso al trading di carte collezionabili o alla loro rappresentazione digitale. Le più conosciute, come riportato da BlockFlow e come confermato dalle metriche on-chain, sono: Collector, Courtyard, Renaiss, Beezie, Phygital, Emporium, PlayKami e Gacha.

Non stiamo a spiegarvi il funzionamento e le logiche di ogni protocollo uno ad uno, ma indicativamente ognuna segue uno dei modelli sopra elencati, differendo sostanzialmente nella modalità con cui il sottostante viene o meno custodito, nel modo in cui viene gestita la proprietà dell’asset e nella formazione del prezzo.

Migliori piattaforme di tokenizzazione collectibles
Migliori piattaforme di tokenizzazione collectiblesFonte dati: https://x.com/BlockFlow_News

Molto interessante vedere soprattutto come i volumi di scambio all’interno di queste piattaforme siano cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi due anni. Solo contando le carte Pokémon, che rappresentano la collezione con più valore economico, e solo guardando ai protocolli operativi su chain Solana (Courtyard, Emporium, Phygitals e Collector), leggiamo volumi settimanali per decine di milioni di dollari. 

In totale dal lontano marzo 2024 il volume complessivo ha superato quota $1,38 miliardi, mentre le revenue generate da queste piattaforme hanno spesso oltrepassato i $3 milioni settimanali. Parliamo di numeri che non possono essere più ignorati, e che potrebbero continuare a crescere, vista la dimensione del mercato fisico per questi asset.

Volume trading card
Volume trading cardFonte dati: https://dune.com/zkayape/pokemontcgsol

Una nuova narrativa e un passo maturo del settore crypto

Nel 2026 i TCG hanno la possibilità di spingere la narrativa in maniera simile a come è avvenuto con i prediction markets (come Polymarket) negli ultimi 2 anni, ed ottenere ritorni mediatici ed economici simili. L’idea in sé di creare mercati dove poter scambiare liberamente asset collezionabili, garantiti dalla trasparenza della blockchain e da sottostanti reali, apre le porte a negoziazioni più liquide, immediate e accessibili globalmente.

Si risolve un problema reale, e questo è ciò che spesso definisce il successo di un protocollo crypto o di una suite di prodotti. Ed oltretutto questo passaggio viene svolto senza che l’utente finale debba necessariamente scontrarsi con le difficoltà tecniche legate alla blockchain. Uno dei punti che infatti accomuna la narrativa dei TCG con quella dei prediction market, è che la componente crypto rimane in secondo piano rispetto all’esperienza d’uso.

Come dicevamo all’inizio, questo è un punto di maturazione per tutto il settore: le applicazioni web3 di successo, non sembrano applicazioni web3. L’interazione utente deve essere facile ed intuitiva, pur offrendo sotto superficie tutti i vantaggi legati a quella tecnologia. Solo così facendo, si può arrivare realmente al mainstream, portando le dinamiche interne del mondo crypto a quante più persone possibili.

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