Nei primi due mesi del 2026, l’attenzione di trader e investitori non si è concentrata esclusivamente sul crollo crypto. Il focus si è spostato sull’analisi dell’andamento di Bitcoin in parallelo a quello dell’oro, con una virata verso i Real World Assets (RWA). C’è in atto un passaggio alla tokenizzazione soprattutto delle commodities in ambito crypto in primis con oro e argento oltre a una serie di asset azionari.
Focus su RWA con oro in rialzo e crollo Bitcoin
Il mercato dell’oro tokenizzato si colloca attualmente nell’area dei 5 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva, con Tether Gold (XAUT) e PAX Gold (PAXG) che controllano oltre il 95% del settore.

Nel grafico allegato si può osservare come la concentrazione della liquidità nelle 24 ore dello scorso venerdì, sia stata su Tether Gold (XAUT), che ha registrato 678.881.681 USD di volumi, mentre PAX Gold (PAXG) si è attestato a 401.678.972 USD.
Gli altri token mostrano scambi decisamente più contenuti. La capitalizzazione di XAUT supera i 2,55 miliardi, seguita da PAXG con oltre 2,27 miliardi.
Confronto tra Bitcoin e oro
Da inizio 2026 l’oro è l’asset finanziario che sta registrando la crescita maggiore, mentre Bitcoin risulta quello con la performance peggiore. Il divario tra i due strumenti è ben evidente nella panoramica allegata dove è riportato l’andamento dei principali indici e commodities.

Spicca chiaramente anche il forte spike sull’argento, che a metà gennaio ha segnato un +63% in 24 giorni, raggiungendo l’ATH di 121,785 $/oz. Dal picco ha avviato una violenta fase di contrazione, segnando ora un rialzo su base annuale del “solo” +8,55%.
Divergenza strutturale tra oro e Bitcoin
Focalizzandoci sul confronto di Bitcoin con l’oro, iniziano le note dolenti per i criptonauti. Nel grafico allegato abbiamo la comparativa da inizio 2025 tra il futures sull’oro (COMEX) e Bitcoin che evidenzia una divergenza sempre più marcata.

L’oro ha registrato una crescita progressiva, con un’accelerazione verso fine 2025 che porta la performance complessiva a +89,36% in 13 mesi. Bitcoin, al contrario, dopo un recupero nel 2025 è entrato in una fase di debolezza, segnando -31,84%.
Correlazione negativa e spread in forte espansione
Il coefficiente di correlazione a 20 periodi è sceso a -0,78, valore che indica una relazione inversa tra i due asset. Il picco più basso venne toccato a -0,92 nel dicembre del 2016.
L’oro sta assumendo pienamente il ruolo di bene rifugio, mentre Bitcoin, seppur chiamato da alcuni “oro digitale” si comporta come asset altamente rischioso.

Anche lo spread Gold/BTC conferma questa dinamica. Osservando il grafico allegato, il rapporto è salito vertiginosamente sopra la SMA 50 nell’agosto del 2025 segnalando l’avvio di un trend che sta portando ad una sovraperformance dell’oro.
Volumi in accelerazione sui metalli tokenizzati
Passando ad analizzare i dati relativi ai volumi sui token legati ai metalli preziosi abbiamo conferma del ruolo di oro e argento nel mondo crypto in questo periodo.
Nella classifica “Crypto Volume Gainers (30d)” spiccano XAG (argento) e XAU (oro), con un incremento dei volumi a 30 giorni rispettivamente del +7.629% e +5.301%.

Anche su base 24 ore i numeri sono rilevanti, XAG registra 3,56 miliardi di dollari, mentre XAU si attesta a 2,25 miliardi. Tuttavia, si tratta di crescita percentuale e non di volumi assoluti.
Bitcoin resta dominante nei futures
Ovviamente nelranking dei futures la leadership rimane sempre a Bitcoin con 62,62 miliardi di dollari e una dominance del 38,16%, seguito da Ethereum con 40,25 miliardi. XAG e XAU compaiono nella top 10, ma con quote molto inferiori. I dati sono riferiti a venerdì 13 febbraio, in quanto è l’ultimo giorno di contrattazione ufficiale dei future su oro e argento sul COMEX. Nel weekend gli asset tokenizzati alle commodities subiscono il relativo calo dei volumi non avendo il riferimento ufficiale del future.
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