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Crollo borse per colpa di Claude. La truffa narrativa affossa IBM (-10%). La lezione da Bitcoin e crypto

Uno scenario scherzoso alimenta le psicosi di Wall Street. Ed è ora di darci un taglio.

C’è una tendenza molto umana che purtroppo domina anche i ragionamenti di breve dei grandi investitori: trovare una spiegazione semplice a un evento complesso. Oppure trovare giustificazioni a quanto recentemente accaduto, sempre però con una spiegazione semplice, e forse troppo semplice. L’ultima narrativa di Wall Street e del circus che si occupa di analisi finanziaria e di notizie è ancora inerente l’AI. Da un lato c’è un report fantascientifico e buffo di Citrini, che però qualcuno ha preso troppo sul serio. Dall’altro invece gli annunci a orologeria di Anthropic, che ormai ogni settimana demolisce una grande industria. Entrambe le questioni sono, ça va sans dire, esagerate.

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Citrini si diverte, i mercati meno

Citrini Research ha pubblicato un lungo post sul 2028, immaginandolo come l’anno della liquefazione di tutto ciò che conosciamo. Disoccupazione al 10,2%, economia che non assomiglia più a nulla di ciò che avevamo in passato, economia in crisi.

Un pezzo letterario forse notevole per chi non ha mai letto granché (sarebbero andati benissimo anche degli Urania), che probabilmente gli stessi di cui sopra hanno preso troppo sul serio. E lo hanno preso troppo sul serio nonostante Citrini abbia aperto il suo pezzo con:

What follows is a scenario, not a prediction.

Ovvero uno dei mondi possibili in cui vivremo, e non un tentativo di prevedere ciò che succederà.

Molto in breve – per chi si vuole improvvisare appassionato di letteratura catastrofista, il post completo è qui – Citrini immagina un mondo dove l’AI ha disintegrato il grosso delle industrie, dove la disoccupazione è rampante e dove gli agent fanno ormai (quasi) tutto quello che facevano gli umani.

Come l’avrebbero interpretata i mercati? Catastrofe imminente, meglio scaricare, a partire dal software.

L’assurdità è stata forse anche foraggiata da un paio di post improvvidi di Bloomberg, che ai primi mal di pancia del mercato in apertura di sessione di Wall Street, ha ben pensato di dare ulteriore diffusione a un pezzo divertente, ma poco più.

Pornografia bearish e narrative per gli allocchi

Sarà il caso di tornare a parlare di allocchi. Questa volta però non siamo noi delle crypto, ma piuttosto chi si sta bevendo certe narrative che arrivano dalle principali società che vendono AI. Ovvero Anthropic e OpenAI. Andrà però fatta qualche premessa:

  1. I risultati già ottenuti dall’AI sono impressionanti

Chi la sta usando con un minimo di cognizione di causa può offrire oggi risultati impensabili soltanto poche settimane fa. Parlando personalmente, il mio tempo nel produrre script, batch di dati che utilizzo per le analisi che vi offriamo, raffigurazioni grafiche, si è dimezzato, se non azzerato in alcuni casi. Su questo punto nulla da eccepire.

  1. Anthropic e OpenAI DEVONO mantenere l’attenzione molto alta

Entrambe le aziende – pur con differenze finanziarie importanti – devono continuare a imbarcare capitali per spese e investimenti che superano, di ordini di grandezza – gli introiti.

Non vuol dire che – come scrive qualcuno – le loro attività non saranno mai profittevoli. Ma vuol dire che si deve raccontare di essere pronti ad andare su Giove, se si vogliono raccogliere capitali per tentare almeno di raggiungere Marte.

  1. Impatto su occupazione è stato per ora molto modesto

Anche se Fed continua a insistere sull’incertezza dell’impatto (potrebbe esserci, dicono, probabilmente a ragione), non sembra che nei settori già “risolti” dall’AI ci siano stati enormi scossoni. Certo, soprattutto le figure non apicali sono a rischio, ma c’è l’altra possibilità di vedere gli standard produttivi che ci si attende da un impiegato, uno sviluppatore, un addetto, crescere di molto.

Dopotutto l’arrivo del telaio meccanico non ha cancellato la figura dell’addetto tessile. E – aggiungiamo – ci sono più autisti di automobili oggi che cocchieri 150 anni fa.

Fatte queste premesse, sarà il caso di analizzare la questione software, che è quella che sta tenendo con il freno a mano tirato i mercati e che durante alcune sedute ha portato a importanti correzioni.

Il caso IBM

Le azioni di IBM ieri hanno perso oltre il 10%. È la peggiore giornata per il gruppo dai tempi della bolla dotcom. Il perché? Anthropic ha confermato che il suo Claude Code sarebbe in grado di prendersi cura di COBOL, linguaggio nei tempi moderni quasi alchemico, che non conosce quasi più nessuno e che pur tiene in piedi infrastrutture critiche, come quelle bancarie e finanziarie.

Discorso dei mercati: se Claude è in grado di rifattorizzare/portare in altri linguaggi/ristrutturare il software in COBOL, un’azienda come IBM che è leader di questo alchemico comparto, è in crisi.

Le azioni di IBM

Tutto molto bello, futuristico, interessante se vogliamo, se non fosse che il moat (il fossato che protegge il business) di IBM non è l’assenza di persone che sono in grado di fare porting di codice COBOL. COBOL è ancora in infrastrutture critiche perché funziona, perché non perde un colpo, perché sono settori dove un errore minimo causa conseguenze assai nefaste e perché sopra quel codice in COBOL ci sono diverse stratificazioni.

È un po’ come pensare che le stampanti 3D possano mandare fuori dal mercato non solo le aziende dell’indotto auto, ma le stesse case automobilistiche. Non è evidentemente così, perché anche una semplice Panda è molto di più di un insieme di valvole, pistoni e ingranaggi. C’è progettazione, c’è una rete di distributori, c’è una rete di assistenza, ci sono campagne pubblicitarie.

L’AI potrà attaccare tutti questi settori? Può essere. Ma il core business di IBM non è l’offerta di servizi su un linguaggio che non serve più perché sarebbe arrivato Claude.

Qualche lezione dal mondo crypto

Per quanto riguarda l’AI, ci sono un paio di lezioni che tutti potrebbero sfruttare. Arrivano dal vilipeso mondo crypto e Bitcoin e riguardano:

  1. Hype: quando c’è hype intorno a una tecnologia, tante aziende decotte tentano il pivot per salvarsi. Ovvero fanno annunci, dicono di abbracciare l’ultima novità e di avere così forza per tornare al top. Il grosso delle volte questi annunci costano poche migliaia di euro in comunicati stampa e offrono una nuova narrativa. Quando poi però si passa ai fatti…
  2. La sensazione è che tante aziende stiano utilizzando la scusa AI per tagliare personale accumulato durante la fase espansiva.

Vi ricordate di GameStop che – dopo essersi salvata a colpi di meme – ha provato a più riprese a entrare nell’allora floridissima narrativa crypto? Bene. Vedete più GameStop in giro?

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